Le ultime riforme che hanno investito l’università italiana, non costituendo delle vere soluzioni a problematiche concrete, hanno creato negli atenei una condizione di opacità, sofferenza e insoddisfazione a tutti i livelli; e questo disagio incombe soprattutto su chi la vive quotidianamente da protagonista.

Sulle ultime “trovate” della legge 240, sull’abilitazione, sulle mediane, sulle premialità, sulla burocrazia estenuante e contorta, ho già scritto di recente.

Oggi, invece, vorrei soffermarmi su un aspetto diverso della 240, un aspetto oserei dire positivo: la legge getta le basi per definire il Ruolo Unico nella docenza.

In questi ultimi, e nei prossimi anni ancora, stiamo assistendo ad una diminuzione del personale dovuta a molti pensionamenti non accompagnati, per via dei tagli e dei blocchi concorsuali e di assunzioni, da un ricambio che ne mantenga almeno la numerosità.

Contemporaneamente i ricercatori a TI sono un ruolo ad esaurimento e con il piano straordinario ministeriale almeno il 50% di essi passerà alla fascia degli associati.

Allora se i PO vanno in pensione, gli associati aumentano, e la terza fascia che era la più numerosa non esiste più, stiamo assistendo ad una trasformazione della famigerata piramide di un tempo, composta da una base larga di ricercatori, al centro un valore medio di associati e al vertice gli ordinari.

Già adesso la piramide si è trasformata in cilindro e, si comincia a discutere sempre più spesso delle difficoltà che si avranno a breve nel ricoprire tutte le cariche istituzionali previste prima e sempre coperte dai soli ordinari.

Bisognerà ricorrere, gioco forza, agli associati che, in questi ultimi anni, sono stati i più penalizzati da tutti questi cambiamenti dettati dalle pseudoriforme.

Ma allora, una stabile, duratura e sostenibile (anche finanziariamente) soluzione del problema del turn over complessivo, del reperimento delle risorse necessarie al funzionamento dei corsi di studio, della redistribuzione delle risorse stipendiali a favore dei giovani docenti a inizio carriera, è costituita, come in moltissime occasioni è stato ricordato e dimostrato, dal ruolo unico con valutazione permanente.

Avremo modo di approfondire ancor di più questo argomento che seguo e seguirò con passione ed interesse perché mi sembra debba essere considerato il vero cambiamento.

Infine, colgo l’occasione per dire che sono lieta di dare il benvenuto a questo blog che sarà uno strumento essenziale per tutti noi.

Poi, per una come me, che oramai da una decina d’anni utilizza come canale di discussione e diffusione delle informazioni le liste personali e di ateneo, l’attivazione di questo blog è salutata con un certo entusiasmo.

Evviva Younipa!

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