Canzoni natalizie alla radio, strade illuminate, il negozio vicino casa con l’insegna lampeggiante “Buon Natale”, sono piccoli segnali lanciati nel mese di dicembre dal mondo intero per ricordare allo studente medio un’angosciante verità: «Devi studiare».

Occorre, per iniziare, puntualizzare che questo non accade per tutti. Esistono, infatti, pochi eletti, chiamati anch’essi studenti, che organizzandosi per tempo arrivano alle vacanze natalizie avendo già concluso studio, ripasso e aver iniziato pure una materia del semestre successivo. Mezzi uomini, mezzi libri si vocifera saranno citati direttamente nel secondo tweet del Papa.

Se voi non siete tra questi, se fate grandi organizzazioni di giornate di studio al minuto che non rispettate, promesse fatti a colleghi, amici e parenti in cui con serietà e convinzione affermate «Da domani inizio a studiare seriamente», allora siete tutti fregati, esattamente come me.

Arrivati alle fatidiche vacanze natalizie le possibilità non sono molte, ma riusciamo ugualmente ad inventarci di tutto.

Le feste, che siano natalizie, estive, pasquali o inventate, presentano, infatti, quasi sempre gli stessi caratteri. La maggior parte degli studenti passa varie fasi, che vanno dal rifiuto, all’accettazione, alla rassegnazione, alla disperazione.

Sicuramente la mia preferita, oltre quella per cui improvvisamente sei assalita da dubbi del “perché mi sono iscritta all’università?” e “che studiamo a fare se oggi finisce il mondo?”, è sicuramente l’improvvisa voglia di fare tutto.

Quel momento di rifiuto totale verso lo studio per cui, poiché oziando ci sentiremmo irrimediabilmente in colpa, la soluzione è fare TUTTO. Ti svegli la mattina con una voglia incredibile di pulire la stanza, di fare il cambio di stagione nell’armadio, di portare la macchina a lavare e perché no anche una revisione, di portare il cane dal veterinario così per una visita di controllo, imparare a dipingere.

Quell’improvvisa voglia di accompagnare la propria madre a fare la spesa, mica la puoi lasciare andare sola, eh! Si dia il caso che sono 5 mesi che pensi «Eppure dovrei rivedermi tutta la saga del Signore degli Anelli» e quale miglior momento se non in prossimità degli esami? Volevi iniziare a vedere Lost o Grey’s Anatomy perché ne parlano tutti, quale miglior momento per spararsi nove serie di telefilm? “l’ultimo episodio e poi basta” non è reale! Non succede mai! Credetemi!

Dopo aver passato questa fase (e c’è chi non la passa mai), c’è l’accettazione, quando ti rendi conto che devi studiare e devi farlo per forza. Allora organizzi giornate di studio, punti la sveglia alle 8 del mattino e armato di caffè ti piazzi davanti al libro, fissandolo, per ore. Se sei fortunato riesci a sottolineare qualcosa, non disperarti è un grande traguardo!

C’è chi poi, per disperazione, vista l’aria di vacanza in casa, affronta fredde giornate, piogge e grandini per raggiungere la biblioteca dell’ università, brulicante di studenti in preda alla disperazione proprio come te, per sentirti un po’ meno disperato. Per coloro che non hanno bisogno di solidarietà di gruppo poi, c’è lo studio con un “amico” o un “collega”, con la variante che se l’amico è di un’altra facoltà dovrai sorbirti anche la sua di disperazione per materie che sconosci e di cui non te ne frega nulla! Nella variante col collega invece, c’è il rischio di iniziare congetture sul libro inutile, scritto male, sul professore ignorante, sulla difficoltà della materia, di quelle passate e di quelle future. Quando arriverete a fare battute con quello che studiate: FERMATEVI. Dovete fare una pausa.

Insomma, bisogna aggiungere che cenoni, panettoni, l’acquisto dei regali, case piene di parenti che vanno e vengono, giocate con amici, uscite, la serata organizzata dall’ateneo e la festa dell’amico del cugino del tuo vicino di casa che non ti puoi mica perdere, non aiuta di certo!

Arrivati alla fase finale rimane solo una cosa: la disperazione.

Quando, dopo la nottata di Capodanno, balli e baci sotto il vischio, preso dalla paura di non riuscire a passare l’esame ti chiudi in casa, come un eremita, maledicendo tutti quelli che escono e si divertono.

Insomma, che fine ha fatto la solidarietà? È Natale! Bisogna essere solidali a Natale!

Quindi tu, proprio tu, smettila di uscire tutte le sere per raccontarci quanto ti sei divertito e ubriacato, e smettila di dirci quanto shopping hai fatto questo pomeriggio e quanto hai vinto alle pokerate con amici.

Quest’anno sostieni uno studente universitario: This Christmas, stay at home!

2 Risposte

  1. Chiara Catanzaro

    ahahah forse ci abbiamo pensato tardi! Gennaio è arrivato subito mannaggia!!!! D:

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