Colleghi di terra, di mare e di aria, in sede e fuori sede, nel caso in cui i Maya avessero ragione, oggi tutti i nostri problemi saranno risolti.

Ancora non s’è capito con quale fuso orario avrà inizio la catastrofe, ma speriamo quanto meno che a Palermo cominci prima degli appelli caini delle ore 8 di giorno 21; almeno per i ragazzi che sosterranno esami ci sarà una nota positiva: sarà un esame col botto.

Personalmente, in quanto studentessa fuori corso della facoltà di Scienze del Reality Show, ho cominciato a immaginare cosa accadrebbe se la profezia Maya avesse inizio dal viale delle Scienze; allora mi sono immaginata un’orda di selvaggi incavolati, in Maya style, che armati fino ai denti assaltano la segreteria generale.

Per prima cosa distruggono e sostituiscono con un loro totem quell’affare che distribuisce i numeri del turno per la macelleria.

Successivamente prendono il posto di ogni singolo segretario – già me li immagino con i loro cappelli pennuti – e cominciano a smantellare completamente tutte le apparecchiature informatiche, sostituendole con tavole di pietra e pergamene.

Uno di loro, che per comodità chiameremo Quezz, inizia a mettere la testa nella fotocopiatrice facendo le smorfie più sinistre. Lo stesso Quezz che al centro del corridoio con sdegno urla: «Noi eravamo più evoluti, adesso ci pensiamo noi, portateci dal responsabile! Noi per molte meno monete costruivamo scuole efficientissime».

Nessuno però osa parlare e gli invasori capitanati da Quezz si dirigono verso la mensa, sperando di trovare vettovaglie per l’esercito, ma scambiando il cibo servito per avanzi di quella che loro ricordano come “L’Ultima Cena”, decidono di dargli fuoco, creando la prima pira per l’incendio che devasterà la città.

E…

Adesso questa storia finitela voi che devo mettere in salvo la mia collezione di 18.

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