Ci sono cose che all’Università si digeriscono con fatica. E non faccio riferimento ai cioccolati delle “macchinette” ma ai voti che si collocano nel limbo tra il “buono” e il “massimo”. Ci scommetto la mia pergamena (che non ho ancora ritirato, nonostante io mi sia laureata da quasi un’anno) che tantissimi tra di voi sanno di cosa sto parlando, ovvero dei 28 e dei 108.

Numeri che presi a sé non sono niente male ma che possono dare finanche fastidio quando non riesci a capire il perché non hai avuto il 30 o il 110. E passi ore e ore (ma anche giorni, mesi e anni) a cercare il motivo: ho detto qualcosa che non dovevo al professore? Ho indossato un vestito dal colore “antipatico”? Ho avuto la sfortuna di essere interrogata nel momento sbagliato? Eccetera, eccetera.

Sì, lo so che c’è qualcuno che starà pensando: «Ma come ci si può lamentare di un esame premiato col 28 o di una laurea col 108?». Eppure, vi posso confessare che sì, sì può. Perché, caspita, si parla tanto del fatto che bisogna valorizzare il merito e poi succede che questo non avviene.

A volte ho come la sensazione che i voti massimi non si diano per evitare che lo studente si possa “montare la testa” o perché, in fondo, non può toccare il cielo con un dito, come se dopo il 30 o il 110 c’è solo il Premio Nobel. Oppure che magari si diano i voti in relazione alla media ottenuta dai candidati: sei capitato in una sessione di “trentini”? Allora puoi perfino sperare nella lode con tanto di bacio accademico. Sei finito nel bel mezzo di una sessione dove il 18 è di per sé un dono divino? Allora il 27 e 28 equivale alla vincita di un concorso per entrare in qualche Ministero.

Sto esagerando? Non credo proprio. Pensate, ad esempio, che c’è chi ha perfino aggredito una professoressa per una laurea con 108. È accaduto a Genova nella metà del mese scorso: i fan di una laureanda hanno inveito contro la professoressa Luisella Battaglia, docente di bioetica e filosofia nell’Ateneo ligure, rea di non aver voluto dare il voto massimo alla ragazza. È ovvio che bisogna stigmatizzare simili accadimenti, sempre e comunque, ma… Vabbe’, mi fermo qui, perché solo a pensarci altro che “ribollir de’ tini”…

14 Risposte

  1. eugenia

    io mi sono laureata in unipa con 109, con standing ovation della commissione, professore non-relatore che va a scusarsi con mio padre per il voto …”non potevano far altrimenti a causa della media” ….successivamente mi sono laureata in una rinomata univ. di milano con 110 e lode e complimenti etc …….
    quel 109 per me vale mille ma mille volte di più e ne vado molto ma molto più orgogliosa.

    Il voto non fa la persona anche se il 109 è per “gli intelligenti che non si applicano”…

    il 108 è il voto di chi sa le cose ma non è preciso/non risponde ad una domanda (non vedo infatti il senso di questo post)
    il 110 è mille volte peggio del 109.

    Questa è la mia opinione.

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  2. Delio

    Il 28 e il 108 sono voti come altri. Semplicemente non meritavi il massimo, ma un comunque più che ottimo voto.

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  3. viviana

    Anch’io mi sono laureata con 108 e sinceramente non ho mai avuto il rimpianto di non aver preso 110. I voti sono relativi e non dipendono solo dalla fase lunare dei docenti (anche se può capitare), ma sta anche allo studente dimostrare di essere preparato (in modo brillante) e meritare il massimo! Personalmente sono capitata in sessioni in cui tutti venivano rimandati e io invece prendevo pure la lode. Ho sempre sostenuto e continuo a sostenere che non bisogna studiare per il voto, ma per sé stessi, per la propria cultura personale e per il proprio futuro. Solo così i sacrifici verranno ricompensati e gratificati… con o senza lode…

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  4. Naso critico

    In effetti viene da dire: ma cosa ti lamenti a fare?! Il voto di laurea è calcolato matematicamente, non si puà “arrotondare” un 108. E se non ti piacevano i 28 che hai preso ti ripresentavi per il 30 se proprio per te il voto è così importante… Insomma, voglio dire che quando c’è di mezzo la matematica c’è poco da ribellarsi e da scalciare [come gli elefanti ingabbiati di Schopenhauer]. Io non sono arrivata neanche al 100 ma sono stata grata di chi mi ha seguito, entusiasta del mio relatore e del mio correlatore. Questo mi servirà come stimolo, come incentivo per questa specialistica che sto affrontando… anziché accettare tutti quei brutti voti tanto per sbrigarmi e “togliemi di torno la materia” sarò molto più accurata. Cioè, sembra proprio come vedevo pianegere all’esame le mie colleghe perché prendevano 28 e io invece mi accontentavo di un misero 22 … ma insomma, chi si accontenta gode ma chi non risica non rosica. Se hai preso 108 significa che meritavi quello. Purtroppo non c’è nulla di più preciso della matematica. Mi dispiace. 🙂

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  5. Giacomo

    Ehilà 🙂 io a marzo 2014 ho conseguito la laurea triennale in Scienze dei servizi giuridici presso la Scuola di giurisprudenza dell’Universita degli Studi di Milano-Bicocca con una tesi in diritto fallimentare, votata con punti 108 su 110.
    Avendo la media (ponderata) del 28 spaccato ed essendo 5 il punteggio massimo attribuibile alla tesi triennale (almeno in Bicocca) non avrei potuto ricevere più di 108.
    Facciamo due conti insieme: 28:30 X 110= 102,66 ovvero 103 + 5 (punti che ho ricevuto per la tesi) sono arrivato a 108/110.
    Sono molto soddisfatto ed orgoglioso di questo risultato, sinceramente meritato e sudato. Ho sempre studiato volentieri il diritto e mi ha sempre incuriosito, al punto di diventare una passione più che una “professione”. Questo punteggio è lo stimolo che mi farà iscrivere alla laurea magistrale in giurisprudenza e, quindi, gli ultimi due anni.
    Cercherò, in questa sede, di arrivare a 110/110, ma se dovessi ricevere un secondo 108 sarei comunque contento datochè ho investito tutto me stesso in questi studi 🙂
    Impegnatevi, abbiate costanza e pazienza, passione, confrontatevi con altri studenti, approfondite gli argomenti, consultate più manuali per lo stesso argomento per vedere opinioni degli autori sui vari testi di legge. Una volta che avrete una visione completa, a 360 gradi, arriverà un buon voto: sia all’esame che alla tesi, e sarà impagabile ed emozionante ascoltare la formula di rito. “La
    Commissione ha approvato il suo esame di laurea con punti 108 su 110 e in virtù dei poteri conferitimi dal magnifico rettore la dichiaro dottore in scienze dei servizi giuridici”.
    ❤️❤️❤️

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  6. Ginger

    108 per qualcuno che scrive “un anno” con l’apostrofo è un insulto, scusami.

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  7. Sectum

    Ciao,
    capisco il fastidio del voto che è quasi il massimo, ma purtroppo non riesco proprio ad associarlo a un 108 o a un 28. Piuttosto, il 109 o il 29.
    Io mi sono laureata da poco con un immeritato 109, e credimi che avrei pagato oro per l’abbassamento del voto a 108 se il 110 e lode non potevano/volevano darmelo.
    Mi rivolgo alla ragazza qui sopra che dice che la matematica è la matematica: hai ragione certamente, ma può anche capitare che sia fuorviante. O almeno, la media matematica è sì un dato fondamentale di partenza, ma un piccolo margine deve esserci, altrimenti si rischia, come è stato nel mio caso, di non premiare chi merita davvero di essere premiato.
    Ora, la mia media matematica diceva 28.7; su 16 esami 11 erano 30 e 30 e lode, un 29, un 27, un 26, un 25 e un 23. Il massimo punteggio ottenibile nella tesi di laurea erano 3 punti, 4 se proprio era una tesi eccezionale. Ne ho ottenuti 4. Assieme all’impegno dell’università ho portato avanti anche quello del Conservatorio, con risultati eccellenti, e mi sono laureata perfettamente in tempo. La media matematica esatta era di 109,12. Permettimi di credere che il mio 109 finale sia stato un tantino immeritato, e che un punto di bonus me lo sarei meritato. La matematica dice molto, ma se presa come un dogma può diventare davvero fuorviante, e io quel 109 me lo sognerò ancora per molto.

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  8. Fe

    Non vorrei mai dire Sectum ma se tu partivi da 105 e i punti della tesi attribuibili al punteggio di partenza erano max 4, mi dispiace ma il tuo voto è 109. Non possono di certo trasgredire il regolamento ed assegnarti 5 punti solo perche 109 suona male.
    Io mi sono laureata con 108, media del 28 e qualcosa e 6 punti alla tesi. Ne vado molto fiera, non capisco perche deve essere considerato un brutto voto o un voto deludente. Questo post fa un po’ schifo, scusami. Se tu pensi che il 108 e il 28 sia deludente è una tua opinione e non deacriverlo come un fatto assodato!

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    • Erminia

      Hai perfettamente ragione. Sputano sui 109, forse perché nelle loro università i voti alti sono all’ordine del giorno. Venite un po’ all’Agraria a Portici (Federico II) e vedrete come il 109 non vi farà per niente schifo, visto che i voti maggiori od uguali al 100/110 si vedono una tantum, figuriamoci i 109-110! :’D
      Scusate , ma siete un po’ montati a mio parere :’)

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  9. Maria Rossi

    Ma scusate cosa vi importa?! In fin dei conti il 108 è minimamente diverso dal 109 e anche dal 110. Siete tutti lì, alla fine di un duro corso di laurea corso triennale o anche magistrale o a ciclo unico! Dietro a questi voti ci sono persone intelligenti, in gamba, decise e brave che sono tutte più o meno allo stesso livello per affrontare il loro domani. Dietro c’è l’eredità di un sapere che può diminuire o crescere in base a quello che farete dopo, il che è la cosa più importante. Preferirei un 108 meritato, sentito con passione, che un 110 L tanto desiderato per sentirsi pieni di sé, come se fosse il compiersi della vita.
    La vita vera è dopo. Lì non ci sono voti, ma solo il sapere conterà qualcosa, e forse ancor più del sapere il saper imparare. Anche dopo.

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    • Erminia

      Maria Rossi, brava! Per me sono fuori di testa questi discorsi 😨 persone vuote che guardano semplicemente al voto. Ma pensate a lavorare che è meglio 😂

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  10. Alessio

    Tu hai il coraggio di scrivere UN ANNO con l’apostrofo e ti lamenti del 108? Io non ti avrei neanche fatto mettere piedi in un’università!

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