Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha stanziato 70 milioni di euro per finanziare la ricerca e i progetti a favore dei giovani ricercatori italiani. Lo scorso 28 dicembre sono stati indetti due bandi, Firb (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – qui il pdf) e Prin (Progetti di Ricerca d’Interesse Nazionale – qui il pdf) con scadenza, rispettivamente, in data 4 e 11 febbraio.

Il Miur conferma anche quest’anno, dunque, l’impegno dei confronti della ricerca ma per la prima volta incrementa le risorse destinate ai giovani ricercatori, destinando ai progetti Firb il 50% della somma a disposizione, a dispetto del 10% previsto negli anni precedenti.

Il decreto relativo al bando Firb ha l’obiettivo di favorire il ricambio generazionale negli atenei e negli enti correlati al Miur. A partire da quest’anno le precedute di selezione e di valutazione, rispetto agli anni precedenti, si svolgono a livello ministeriale. Si conferma così il metodo “peer review” che utilizza valutatori esterni sorteggiati e non passa attraverso le università. Saranno ammesse alla seconda fase di valutazione soltanto le proposte sintetiche precedentemente valutate in modo positive. La selezione successiva sarà svolta da comitati nominati dal Miur, sulla base della proposta del Comitato dei Garanti di Ricerca. Per tale progetto è stata stanziata una somma pari a 30.440.000 euro.

Il nuovo bando Prin si pone l’obiettivo di rafforzare le basi scientifiche nazionali per un’efficace partecipazione ai programmi quadro dell’Unione Europea. Per il bando è stata erogata una somma di 39.443.190 euro.

Rispetto agli anni precedenti ci sono molte novità. Ad occuparsi della preselezione saranno le università sulla base di proposte sintetiche e non più su progetti dettagliati. Le università, responsabili della scelta dei progetti, si serviranno di valutatori esterni sorteggiati da una banca dati di esperti presente a livello ministeriale.

Le proposte sintetiche, dopo la selezione, saranno sviluppate a progetto dettagliato. Per la prima volta i criteri per la preselezione, in parte determinati dal Miur, sono stabiliti dal Comitato Nazionale dei Garanti della Ricerca (Cngr). Non ci sono limiti né per le unità operative né per i costi dei progetti. Verranno indicate tre linee d’intervento in base alla distanza di tempo dal dottorato, dalla specializzazione o dalla laurea.

Solo il personale di ruolo potrà costituire l’elenco nominativi dei partecipanti. Mentre il resto del personale – dottorandi, borsisti, laureandi, assegnisti – potrà intervenire nel gruppo di ricerca durante l’esecuzione del progetto.

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