Laureata in Chimica alla Sapienza di Roma, ricercatrice e con una borsa di studio per il dottorato, decide di tornare tra i banchi di scuola.

Non è una storia tratta da un film ma ciò che è accaduto alla 31enne Marina Franco, che, dopo una vita trascorsa all’università tra studio e ricerca, ha deciso di iscriversi in una scuola professionale, a seguito del mancato rinnovo del contratto di dottorato.

Una vicenda che fa riflettere sul futuro di tutti quegli studenti che affrontano l’esistenza tra enormi sacrifici e varie difficoltà.

La giovane ricercatrice si divide, infatti, tra l’insegnamento al mattino, come supplente precaria, in un istituto superiore, e le duemila ore di lezioni dall’altra parte dei banchi di scuola.

Proprio negli ultimi due anni, tra l’altro, gli Istituti Tecnici Specializzati hanno visto un picco di iscrizioni, soprattutto da parte di giovani delusi, morsi dalla crisi e consapevoli dell’inutilità, a volte, dei cinque anni di formazione universitaria in una società che ha ben poco da dare ai brillanti laureati, mentre molto di più al personale specializzato e con esperienza.

Eppure Marina Franco, mamma di una bambina di 15 mesi e con un altro figlio in arrivo, è ottimista. Intervistata dal quotidiano torinese La Stampa, ha affermato: «Non credo che non si trovi lavoro, chi rimane fermo non ottiene molto, non è che il lavoro scenda dal cielo».

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