L’uso del denaro contante favorisce l’evasione fiscale, l’economia sommersa, la mafia e il malaffare. È quanto emerso nel corso della presentazione e della premiazione degli elaborati del concorso di idee: “L’uso del denaro contante nelle società contemporanee”, organizzato dall’Ateneo e dalla Fisac-Cgil che hanno bandito un concorso di idee rivolto agli studenti delle dell’Università di Palermo.

Al quesito su come intervenire per ridurre la quantità di denaro contante in circolazione, possibile causa di evasione fiscale e di economia sommersa hanno risposto una ventina di studenti della Facoltà di Economia dell’Università di Palermo.

Il concorso aveva come principale obiettivo, nell’ambito di un approfondimento sull’uso del denaro oggi, l’individuazione di strumenti e soluzioni concrete, innovative e originali da adottare al fine di ridurre gli effetti negativi dell’utilizzo del contante guardando anche agli esempi offerti da altri Paesi.

Alla cerimonia svoltasi mercoledì nella sala delle Capriate dello Steri ha preso parte anche il rettore Roberto Lagalla e il segretario della Fisac Cgil di Palermo, Gino Ridulfo. Alle tre studentesse vincitrici: Mariangela Calà, Silvia Bonafede e Maria Antonella Rametta è stato consegnato un premio di 1.000 euro ciascuna.

“La manifestazione rientra nel processo di collaborazione tra la Facoltà di Economia – spiega Vincenzo Provenzano, docente presso il Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche – che, insieme ad organizzazioni esterne quali la Fisac – CGil collaborano, ponendo al centro dell’attenzione gli studenti dell’Ateneo palermitano, miniera di idee e proposte da offrire alle criticità e aspetti concernenti l’uso del denaro contante”.

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