Esistono due “scuole di pensiero” che riguardano lo studio: chi preferisce affrontare la materia da solo, dopo un periodo di “clausura” all’interno della propria stanza, e chi privilegia il lavoro di gruppo.

Ma cos’è meglio: affidarsi soltanto alle proprie forze intellettuali, agli appunti gelosamente presi a lezione, o condividere con uno o più colleghi il percorso che porta all’esame?

Ebbene, secondo l’Università della California, non vale il detto «chi fa per sé, fa per tre».

Come riportato su Skuola.net, infatti, più interazioni avvengono tra studenti, maggiori sono le probabilità di ottenere un buon voto.

Vari sono i motivi a sostegno di questa tesi: la miglior comprensione di nozioni e concetti; la facilità di risoluzione dei dubbi; la condivisione degli appunti; il risparmio di tempo nell’apprendimento della materia.

A patto che – naturalmente – all’interno del gruppo di studio ci sia una reale voglia di raggiungere l’0biettivo comune.

In parole povere, altro che «meglio soli che male accompagnati». Per superare l’esame, il motto è quello dei Tre Moschettieri: «tutti per uno, uno per tutti».

1 risposta

  1. Rosa

    ho studiato per tutto il percorso con un altra persona, e credo sia servito. studiare in compagnia aiuta a confrontarsi e allo scambio di opinioni, e in qualche materia si possono anche dividere i compiti facendo meta’ l’uno e scambiarsi le informazioni (giusto per fare in fretta) comprare i libri in due aiuta anche a fare economia, insomma, auguro a tutti di trovare un compagno/a di studi che abbia la vostra stessa determinazione, cio’ aiuta a laurearsi in fretta e a battere ogni tipo di obiettivo prefissato. (siamo riusciti a dare 7 materie in 2 mesi, con risultati eccellenti e ovviamente tanta tanta fatica)

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