Venerdì 15 febbraio, alle 17, la Facoltà di Scienze Politiche sarà il luogo in cui si svolgerà un’assemblea cittadina per dire no al Muos di Niscemi, ovvero il sistema di comunicazioni satellitari ad altissima frequenza e a banda stretta composto da quattro satelliti e quattro stazioni di terra.

Nella nota diffusa alla stampa dal Comitato di base No Muos si legge che «la lotta contro il sistema radar satellitare Muos della Marina Militare degli Stati Uniti a Niscemi è entrata in una fase assai delicata. Dopo le minacce del ministro dell’Interno Cancellieri, il livello della repressione si è improvvisamente alzato e il presidio permanente di Niscemi ha subìto più volte le attenzioni provocatorie e violente delle forze dell’ordine. I fogli di via consegnati dalle autorità a manifestanti sgraditi perché ritenuti pericolosi in virtù delle loro idee politiche rimandano ad atmosfere repressive degne del fascismo. Le intimidazioni non hanno risparmiato nemmeno le pacifiche ma determinate “Mamme No Muos”, un nuovo aggregato che si è sviluppato all’interno della mobilitazione e che dimostra quanto sia radicato e popolare il sentimento di resistenza che anima questa lotta».

Ed ancora: «Mentre la gente comune, i cittadini solidali e gli attivisti continuano a tenere duro bloccando il transito di uomini e mezzi impiegati per la costruzione del Muos, la politica istituzionale continua a balbettare imbarazzata. Dopo l’audizione della Commissione Ambiente dell’ARS tenutasi a Niscemi il 22 gennaio, in cui l’assessore Lo Bello aveva preso impegni precisi per attuare il blocco dei lavori nella base della Marina militare USA, nessun risultato concreto è stato ancora raggiunto. Il governo Crocetta avrebbe potuto, già da tempo, procedere agli atti di revoca e bloccare i lavori, e invece due delle tre torri del Muos sono già state montate mentre i cittadini che si oppongono pacificamente sono oggetto quotidiano di intimidazioni da parte delle forze dell’ordine. Il rimpallo delle responsabilità, di per sé inaccettabile, diventa ancor più intollerabile all’interno di una campagna elettorale nella quale in molti vorrebbero speculare sulla pelle del Coordinamento regionale dei Comitati No Muos. Intanto, le donne e gli uomini di Niscemi non si rassegnano, e rilanciano i loro appelli alla solidarietà, a partire dalla campagna di sottoscrizione per acquistare il terreno del presidio permanente fino al giorno della manifestazione nazionale prevista per il 30 marzo».

1 risposta

  1. Emanuele

    Ma… consultare degli esperti del settore? Che so, ingegneria elettrica, ingegneria delle telecomunicazioni…

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