Ieri, giovedì 14 febbraio, il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (Cnsu) ha espresso il suo parere sul decreto che riforma il sistema del Diritto allo Studio Universitario.

Come si legge sulla nota stampa diffusa dalla Rete Universitaria Mediterranea (Rum) e dall’Unione degli Universitari (Udu), «il testo, proposto dal dimissionario “Ministro tecnico” Profumo, è già passato per la prima volta dalla Conferenza Stato-Regioni lo scorso 7 febbraio e, grazie alle proteste studentesche nate in tutta la penisola, il Ministro è stato costretto a rigettare la prima versione del decreto per avviare una discussione più approfondita con le rappresentanze studentesche e le Regioni. Il decreto, che prevede un inasprimento dei criteri relativi all’accesso alle Borse di Studio Universitarie e a tutti i servizi connessi, è stato modificato e sono stati ammorbiditi alcuni dei punti drastici del provvedimento».

«Il reddito (Isee) massimo con cui sia possibile accedere al bando – continua il comunicato – non è più stato differenziato tra nord, centro e sud, come proposto dal testo precedente. Tale valore sarà a discrezione della Regione e potrà oscillare tra un minimo di 15.512,50 € ed un massimo di 20.987,50€. Il criterio di merito relativo al numero minimo di CFU da conseguire per avere diritto alla borsa rimane invariato rispetto alla precedente versione (aumenti di oltre il 70% rispetto alla soglia attuale). Salvi, ma in fin di vita, i punti bonus da poter considerare nel calcolo dei CFU, saranno 10 in totale da poter utilizzare durante l’intera carriera universitaria (5 anni)».

«Il testo – spiega la nota di Rum e Udu – entrerà in vigore a partire dall’Anno Accademico 2014/2015. Per ciò che attiene i criteri di reddito, questi saranno applicati sin d’ora a tutti gli studenti indistintamente, mentre per ciò che concerne le nuove soglie di CFU queste saranno attive solo per coloro i quali si immatricoleranno a partire dall’anno accademico 2014/2015. I dati di Profumo relativi all’aumento della percentuale di idonei risultanti vincitori sono solo una presa in giro. Se è vero infatti che non è accettabile che ci siano studenti che, pur rispettando i criteri per l’idoneità, non possono usufruire della borsa a causa della mancanza di fondi, non è certo diminuendo il numero di idonei che si migliora il sistema del DSU».

«L’Italia – continuano le associazioni – è agli ultimi posti nelle classifiche relative alla percentuale di studenti che riescono ad accedere alla borsa di studio e di certo non sarà questo provvedimento a migliorare la situazione. L’attuale previsione dei fondi per il diritto allo studio è ancora quella dovuta ai tagli dei precedenti governi: si passa dai circa 104mln dell’anno corrente ai soli 12mln per l’anno prossimo. Non capiamo come si possa pensare ad una riforma dei criteri di accesso senza riflettere prima sull’ammontare dei fondi».

«Crediamo – prosegue la nota – che le modifiche al testo siano assolutamente non sufficienti per considerarlo una proposta seria di riforma del Dsu. Dopo un incontro informale, l’Assessore alla Pubblica Istruzione e alla Formazione Professionale, Nelli Scilabra, assicura il suo pieno appoggio agli studenti, dichiara, infatti, di aver già sottoposto al Ministro Profumo le perplessità riguardo i criteri di merito, gli stanziamenti presenti nella legge di stabilità e la riduzione del tetto massimo di Isee previsto per beneficiare della borsa di studio. Infatti nel mese di Gennaio l’Assessore ha aumentato il contributo per le borse di studio degli universitari, erogato agli Enti regionali per il diritto allo studio, da 15 milioni di euro a 16,8 milioni di euro».

«Per tali motivi – concludono Rum e Udu – invitiamo tutti gli studenti a partecipare all’assemblea di giorno 19 febbraio presso il Pensionato Santi Romano, Aula Schembri, in presenza dell’Assessore Scilabra per decidere la linea da portare nella Conferenza Stato-Regione che si terrà giorno 21 Febbraio a Roma, giorno nel quale le Associazioni Udu Palermo e Rum Rete invieranno una delegazione. Siamo convinti che una riforma del sistema di Diritto allo Studio meriti una riflessione di più ampio respiro e non comprendiamo il motivo di voler liquidare così in fretta, a tre giorni dalle elezioni politiche, un argomento così scottante per il futuro del nostro Paese».

2 Risposte

  1. Carlotta Provenza

    DOPO LE PRESSIONI DEGLI ULTIMI GIORNI LE RAPPRESENTANZE STUDENTESCHE HANNO FINALMENTE OTTENUTO UN PASSO INDIETRO DA PARTE DEL MINISTERO. E’ STATO INFATTI LO STESSO PRESIDENTE DELLA CONFERENZA STATO-REGIONI, DOTT. ERRANI, AD ASSICURARE AD UNA DELEGAZIONE DELL’UDU L’AQUILA CHE LA SEDUTA PER LA DISCUSSIONE DEL TESTO E’ STATA SPOSTATA AD UNA DATA SUCCESSIVA A QUELLA DELLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE. I CRITERI DI REDDITO E MERITO PER IL 2013 NON CAMBIERANNO RISPETTO A QUELLI DI QUEST’ANNO.

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