Come sempre la Facoltà di Farmacia di Palermo aderisce con i suoi studenti alla Giornata di raccolta del farmaco, arrivata quest’anno alla sua XIII edizione.

La Fondazione Onlus Banco Farmaceutico, infatti, nella seconda domenica di febbraio, organizza la giornata del Banco Farmaceutico.

Quest’iniziativa vuole sensibilizzare i cittadini di 89 province italiane verso coloro che si trovano in condizioni disagiate, acquistando per loro un farmaco di automedicazione. In questo momento di crisi economica non è facile né chiedere né ricevere atti di carità ma contro ogni aspettativa la solidarietà vince e di anno in anno aumentano sia le farmacie aderenti che i farmaci raccolti.

I dati relativi alla partecipazione sono stati molto alti: hanno aderito 3mila e 500 farmacie (di cui 64 a Palermo), mentre 330mila sono stati i farmaci raccolti. Oltre 10mila, inoltre, i volontari di tutta Italia che hanno risposto all’appello, ma soprattutto sono stati aiutati 500mila bisognosi.

Anch’io – semplice studentessa del secondo anno di Farmacia – ho partecipato come volontaria e vi voglio raccontare la mia esperienza.

Nel gennaio del 2012 ho partecipato al Banco Farmaceutico per curiosità, perché era accattivante l’idea di trascorrere una giornata in farmacia.

Compresi subito, dopo alcuni incontri formativi, che non mi sarei trovata di fronte ad un gioco ma a qualcosa di molto serio: convincere la gente ad aiutare il prossimo.

Sin dall’inizio fui presa dallo scoraggiamento, perché, nonostante la modalità del Banco Farmaceutico sia la stessa del Banco Alimentare, intravedevo delle difficoltà. In quest’ultimo, infatti, si chiede alle persone di comprare qualcosa in più per darlo in beneficenza (un pacco di pasta, una scatoletta di tonno, ecc..). In farmacia, invece, è diverso, in quanto bisogna fare i conti con persone stressate, nervose, spesso provenienti dal medico, che devono acquistare farmaci – a volte costosi – per la propria salute. Perciò, è difficile attirare la loro attenzione.

All’inizio della mia esperienza, in effetti, ebbi qualche problema ma poi misi in atto una tattica: accogliere con il sorriso chiunque entrasse in farmacia. Insomma, io dovevo compiere il primo atto solidale.

Le persone, infatti, si sentivano colte di sorpresa dal mio sorriso, perché nella vita movimentata di tutti i giorni c’è poco spazio per l’umanità. Così le persone si fermavano, mi ascoltavano, e compravano un farmaco da devolvere in beneficenza.

Mi sono sentita doppiamente utile: indirettamente per le persone a cui sarebbero andati i farmaci e direttamente per le persone a cui ho donato un sorriso.

Per queste ragioni, anche lo scorso 9 febbraio ho partecipato alla manifestazione di solidarietà ed è stata ancora una volta un’esperienza splendida e soprattutto fruttuosa per chi si trova in condizioni disagiate.

Sono molto contenta e orgogliosa che nella mia Facoltà ci coinvolgano in attività così importanti e colgo l’occasione per dire che tutti possiamo essere utili in queste occasioni… Basta volerlo.

2 Risposte

  1. Alessia Medici

    Ciao ragazzi non riesco a trovare su CardsApp. Qual è il tuo numero di cbn?

    Rispondi
  2. Alessia Machiavelli

    come posso trovare su Cardsapp? posso cercare il CBN?, o semplicemente il vostro nome? Grazie mille

    Rispondi

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