Troppi iscritti a Psicologia. Lo hanno sostenuto in una nota congiunta il Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi, l’Associazione italiana di Psicologia, la Conferenza dei Presidi delle facoltà di Psicologia, la Consulta dei direttori dei dipartimenti di Psicologia.

Per individuare un numero di studenti più consono ad assicurare gli obiettivi didattici e formativi, è stato richiesto un incontro con il ministro dell’istruzione Francesco Profumo.

Secondo gli organi di rappresentanza accademica, scientifica e professionale «continuare a iscrivere numeri di studenti ormai inaccettabilmente alti ai corsi di studio in Psicologia può avere gravi conseguenze negative sulla capacità dei dipartimenti universitari di mantenere standard didattici adeguati a formare e favorire le possibilità occupazionali di professionisti competenti e responsabili, nonché a integrare le attività di didattica, ricerca e tirocinio nelle aule e nelle sedi professionali».

Per questo si ritiene «indispensabile intervenire per salvaguardare la qualità della formazione in psicologia e la sostenibilità dei corsi di studio, essendo ben consapevoli delle responsabilità che gli psicologi assumono nella tutela della salute e della sicurezza dei cittadini».

Il numero eccessivo delle classi ostacolerebbe, infatti, il processo di transizione tra formazione e lavoro, pregiudicando «la qualità delle competenze professionali».

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