Il Segretariato Italiano Giovani Medici (Sigm) ha inviato una formale richiesta all’attenzione del Ministero della Coesione Territoriale affinchè, di concerto con Miur e Ministero della Salute, consenta alle 4 Regioni “Obiettivo convergenza” (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) l’utilizzo dei finanziamenti del Fondo Sociale Europeo, al fine di provvedere tempestivamente alla copertura di contratti di formazione medico-specialistica aggiuntivi già per l’A.A. 2012/2013 e successivi.

Ciò per compensare la previsione a partire dal corrente anno accademico di una riduzione di circa 500 dei 5000 (-10%) contratti di formazione specialistica a finanziamento ministeriale.

Non si tratta di un taglio dei finanziamenti, bensì degli effetti del mancato adeguamento del capitolo di spesa sulla formazione medico specialistica a fronte dell’incremento della durata di un anno di corso di molte tipologie di scuole di specializzazione, introdotte dal D.M. del 2005 sul “Riassetto delle Scuole di Specializzazione di area sanitaria”. Peraltro, negli ultimi anni a fronte dell’accesso annuale alle Facoltà di Medicina e Chirurgia di più di 10.000 studenti, i finanziamenti disponibili hanno consentito di garantire la disponibilità di una dotazione di 5.000 contratti ministeriali, ovvero pari a meno della metà del fabbisogno, creando un evidente disallineamento all’interno della stessa programmazione statale che, di fatto, si ripercuote sulla capacità di ingresso nel mondo del lavoro per i giovani.

«Il problema è noto da anni ed il nostro Segretariato aveva già più volte richiesto un intervento delle Istituzioni competenti, proponendo a tempo debito la revisione e riduzione della durata del percorso di formazione specialistica – dichiara Andrea Silenzi, vice Presidente Nazionale del SIGM – Ciò nell’ottica di una proposta di generale riorganizzazione del percorso formativo pre e post lauream di medicina, che nell’attuale conformazione non favorisce un ottimale inserimento professionale dei giovani medici».

Da alcuni anni il Sigm sostiene l’opportunità dell’utilizzo del canale del Fondo Sociale Europeo per il finanziamento a livello regionale della formazione professionale delle giovani professionalità sanitarie. La proposta iniziale era quella di reperire somme utili a finanziare borse di studio aggiuntive tanto per gli specializzandi non medici iscritti alle scuole di specializzazione di area sanitaria, quanto per il corso triennale di formazione specifica di medicina generale. Adesso il ragionamento è stato esteso anche per la formazione medico specialistica.

«Qualora tale richiesta andasse a buon fine – sottolinea Andrea Ziglio, Coordinatore Nazionale del Dipartimento Specializzandi SIGM – se ne potrebbero giovare, nell’ottica di una complessiva ridistribuzione dei contratti ministeriali alla luce dei tagli paventati, non solo le 4 Regioni “Obiettivo”, ma tutte le Regioni e le sedi Universitarie del Paese».

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