La Sicilia dei viceré nell’età degli Asburgo (1516-1700). La difesa dell’isola, le città capitali, la celebrazione della monarchia: è questo il titolo della mostra multimediale che sarà inaugurata oggi, giovedì 4 aprile, alle 16, nella chiesa di Sant’Antonio Abate, situata nel complesso monumentale dello Steri.

La visita all’esposizione, dedicata all’architettura dei viceré del Regno di Sicilia nel Siglo de Oro dominato dagli Asburgo di Spagna, è gratuita.

La particolarità del progetto risiede nell’uso delle nuove tecnologie digitali e multimediali: mediante straordinarie ricostruzioni virtuali, appassionati e non, potranno visitare architetture andate distrutte, scomparse o fortemente lacerate dal tempo.

Dal Castello a Mare di Palermo alla Palazzata di Messina, andata totalmente distrutta col terremoto del 1908, dalla Strada Colonna di Palermo al Palazzo Reale di Messina, la bellezza e la magia dei monumenti rivivrà nel cuore e nella memoria degli spettatori. Basterà un semplice tocco sullo schermo, inoltre, per sfogliare libri rarissimi e di grande importanza storica.

La mostra, finanziata dalla Regione Siciliana (Dipartimento dei Beni culturali e dell’Identità siciliana) e sostenuta da Wish (World International Sicilian Heritage), è stata progettata e allestita dalla Media & Service s.c. in stretta collaborazione con il gruppo di ricerca della sezione SfeRa del dipartimento di Architettura coordinato da Stefano Piazza, docente di Storia dell’Architettura, in collaborazione con Fabrizio Agnello, docente di Rappresentazione. Sarà possibile accedere all’esposizione, ospitata nei locali della parrocchia fino al 18 aprile, dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 18.

A prendere parte all’inaugurazione, il rettore dell’Università di Palermo, Roberto Lagalla; il direttore del dipartimento di Architettura, Marcella Aprile e diverse autorità regionali.

La mostra, in collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo e l’agenzia Media & Service, infine, sarà presentata alla Biennale d’arte moderna di Venezia come evento collaterale.

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