Sveglia presto, un cornetto mangiato in fretta e furia mentre ci si prepara, un caffè di corsa per paura di fare tardi: inizia così la giornata tipo di ogni universitario che si rispetti. E adesso, tra una lezione e l’altra, lo stomaco non vuole proprio smettere di brontolare. Dopo ore di stenti e continue soste alla macchinetta, è finalmente arrivata la pausa pranzo. Ecco che, però, giunge il solito dilemma: dove mangiare?

Durante i corsi il posto più indicato per il pranzo è sicuramente la mensa universitaria. A volte il rischio è quello di incappare nell’orario più affollato e di dover perdere più tempo in fila che davanti ad un piatto fumante di pasta.

Inoltre, come ben sanno gli assidui frequentatori della cittadella universitaria, non sempre si riescono ad associare l’appetibilità e la qualità dei cibi: e allora via libera al largo uso di alimenti precotti, di aromi artificiali e di condimenti come la panna e il burro che appagano i sensi ma non contribuiscono al benessere dell’organismo.

Sapevate che chi mangia in mensa è predisposto ad una carenza di acido folico e di vitamine? L’abitudine di tenere in caldo le vivande tende infatti a degradare i nutrienti principali. Per questo motivo, se non si può fare a meno di andare in mensa tutti i giorni, è bene cercare di compensare tale carenza consumando un pasto serale ricco di verdure possibilmente crude.

Se il portafoglio è un po’ più gonfio ci sono infiniti bar all’interno dei diversi plessi come quello di Architettura o Ingegneria. Uscendo dalla cittadella, invece, si trovano diverse alternative tra forni, pizzerie e i mitici paninari. Tra questi il più gettonato è, senza dubbio, la “Panineria del Viale da Johnny”, un punto di riferimento e un’ancora di salvezza per gli studenti: dal classico panino con panelle e crocchè a quello con la porchetta, dalle piadine più ammiccanti al gusto intenso del kebab e, per i palati più golosi ed esigenti, alla crepes con nutella ferrero doc e noccioline.

Ma anche in questo caso, l’eccesso di salse, zuccheri e condimenti di sicuro non giovano al metabolismo.

Cosa fare dunque per coniugare gusto e salute? Se avete il tempo per farlo considerate l’idea di portarvi il pranzo da casa. Certi alimenti, preparati la sera prima, come un’insalata di pasta al tonno condita con buon olio d’oliva, del riso con pollo e verdure o una focaccia bianca con bresaola e scaglie di grana si possono consumare tranquillamente freddi. Insomma, alla fine non è proprio difficile fare di questo momento così importante della giornata un piccolo e salutare rito.

Con l’inizio della bella stagione, infine, perché non trascorrere una soddisfacente pausa pranzo alla gelateria Massaro? Nutriente, bilanciato ed energetico il gelato rappresenta un’ottima soluzione per variare l’alimentazione. Chi, almeno una volta, si è recato nei locali della gelateria posta di fronte l’università ha potuto assaporare i gusti selezionati con un’ampia scelta di combinazioni tra coni, coppette e sofficissime brioche.

Che sia alla nocciola, al cioccolato, alla mandorla o al pistacchio, dunque, tenendo conto che tra gli ingredienti ci sono latte e uova ai quali possono essere aggiunti cioccolato e frutta secca, questo alimento è fonte di proteine nobili oltre che una delizia per il palato.

DISCLAIMER: non è stata corrisposta alcuna somma per questo post.

2 Risposte

  1. Mimmo

    Ragazzi vi aspetto colazioni caffe’ + cornetto 1,60
    cappuccino+ cornetto 2,30

    Per pranzo…sbizzarritevi…
    prepariamo cio’ che vi va’
    Buono studio, vi abbraccio
    Mimmo

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  2. roci

    Ma prima di avventarti in frasi del tipo “Sapevate che chi mangia in mensa è predisposto ad una carenza di acido folico e di vitamine?” ti sei prontamente informate sui tempi e modi con cui cuninano a mensa, oppure è solo una supposizione?
    Mangiano sul migliaio di persone a mensa e fidati che le “vaschette” con dentro il cibo hanno un riciclo quasi continuo.
    Io non sono uno del settore, ma suppongo non sia come scrivi.

    Rispondi

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