Sei di Giornalismo per Uffici stampa se il tuo corso non esiste più ed è stato accorpato ad altri percorsi universitari sotto il nome di Scienze della comunicazione per i media e le istituzioni.

Sei di Giornalismo per Uffici stampa se – quando cerchi di spiegare la facoltà a cui appartiene il tuo corso di studi – ti senti rispondere con parole di disprezzo da parte degli altri universitari: «Ah Scienze delle merendine, del vagabondaggio, della disoccupazione… Perché non lo dicevi subito?».

Sei di Giornalismo per Uffici stampa se non fai altro che domandarti il motivo del nome dato al corso, quando in realtà durante il triennio non si vede neppure l’ombra di un comunicato stampa ma si studiano le materie più disparate appartenenti ad Economia, Giurisprudenza, Fisica e Matematica.

Sei di Giornalismo per Uffici stampa se, durante l’esame di Linguistica generale, il professore ti guarda con aria di sfida chiedendoti la stratificazione di frasi improbabili – sempre che tu sappia cosa significhi s-t-r-a-t-i-f-i-c-a-z-i-o-n-e  e la trascrizione fonetica di termini quali Supercalifragilistichespiralidoso, stereoscopiche e precipitevolissimevolmente (è successo davvero).

Sei di Giornalismo per Uffici stampa se conosci, almeno una persona appartenente ad un’altra facoltà, che per rassicurarti durante una crisi di panico prima di un esame imminente, ti dice con aria contrita: «Ma di che ti lamenti? Portare la forchetta alla bocca richiede uno sforzo maggiore di quello sufficiente a passare un esame del tuo corso».

Sei di Giornalismo per Uffici stampa se ripeti l’esame di Semiotica almeno tre volte e dopo innumerevoli nottate insonni, serate saltate e occhiaie che strisciano a terra – se sei fortunato – lo passi con 18.

Sei di Giornalismo per Uffici stampa se la professoressa Foster ti ha fatto alzare, correre per l’aula e fare esercizio fisico durante la sua ora, dopo averti visto sbadigliare anche una sola volta.

Sei di Giornalismo per Uffici stampa, infine, se dopo aver conseguito la laurea ti rendi finalmente conto di ciò che ti si prospetta davanti: una vita da precario senza alcuna certezza nel breve periodo.

Ma nonostante l’amara scoperta e le continue critiche sei felice di aver portato a termine il tuo percorso senza ripensamenti perché in fondo la scrittura è il tuo pane quotidiano.

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