La location dell’Università di Trapani potrebbe essere tranquillamente paragonata alla spiaggia di Santa Barbara in California. Tuttavia, non si riesce a comprendere come, nel corso degli anni, il disinteresse per questa importante struttura sia diventato un leitmotiv delle amministrazioni e della comunità trapanese.

Non staremo qui a parlare delle colpe della nostra classe dirigente, critiche che risulterebbero scontate e qualunquiste, ma dovremmo tutti noi porre l’attenzione sull’indifferenza che mostrano oggi i giovani e la società in generale verso ogni forma di sviluppo culturale e umanistico.

In fondo una struttura universitaria in una piccola città come Trapani è una grande occasione di crescita culturale e qui da noi rischia di diventare un’occasione… mancata.

Gran parte dei giovani oggi preferisce svolgere attività “passive” come, ad esempio stare, davanti al computer o lasciarsi stordire dall’alcool, limitandosi a ricevere un effetto piuttosto che provocarne uno, come l’immaginazione, che s’innesca nel momento in cui si legge un buon libro.

Si sa, per comprendere a pieno delle parole, bisogna raffigurarsele e questo richiede un piccolo sforzo. Quindi, se la cultura e di conseguenza l’Università di Trapani non vengono valorizzate non è solo colpa dei “nostri padroni” (per i quali conviene mantenere la situazione di fatto per non alterare gli equilibri dei loro consensi e preferendo investire sul cemento piuttosto che sulla cultura e sul lavoro) ma anche colpa di noi tutti che siamo stati per troppo tempo zitti e abbiamo dato importanza ad aspetti futili della nostra esistenza, invece di alimentare la nostra anima e le nostre conoscenze per poter gridare ad alta voce ciò di cui abbiamo bisogno.

Adesso soffermiamoci su ciò che interessa alla collettività di questa splendida Città.

Cosa abbiamo fatto come trapanesi per difendere la nostra struttura universitaria? Niente d’incisivo, probabilmente non ci siamo posti neanche il problema poiché per noi è più importante lo “Spincia Fest” di Custonaci o che ci siano la salsiccia e le panelle al carnevale di Valderice. Non abbiamo fatto niente per difenderla e ci sono buoni motivi per credere che la perderemo. Peraltro al peggio non c’è mai fine. È notizia, infatti, di qualche giorno fa che l’Ars ha approvato con legge regionale un maxi emendamento che prevede l’abolizione delle provincie.

Cosa accadrà con la formazione dei consorzi che la norma prevede espressamente, tra i Comuni, al posto della Provincia di Trapani? Che fine faranno i contributi necessari per continuare a “sopravvivere” nella considerazione che i bilanci dei Comuni sono sempre più asfittici? Ricordiamoci che la Provincia di Trapani è il primo finanziatore del Polo universitario Trapanese e che quindi in una fase di spending review tutto va rimodulato con criteri di economicità diversi da quelli passati.

Peraltro, la sede distaccata di Trapani avrebbe potuto svolgere una funzione concreta verso la risoluzione del problema di sovraffollamento dell’Università di Palermo, dove molti iscritti in diverse facoltà non riescono a trovare un posto a sedere per seguire le lezioni.

A questo punto sorge spontaneo chiedersi: chi finanzierà il Polo universitario di Trapani?

Questa è una domanda a cui non possiamo rispondere perché non sappiamo fino a che punto, questi consorzi che sostituiranno le provincie, potranno contribuire alle spese della nostra sede universitaria. Ma una cosa è certa, come dice Don Pierangelo Sequeri nel libro “Contro gli idoli postmoderni”, siamo di fronte ad un «ottuso riduzionismo funzionalistico della cultura».

3 Risposte

  1. Giuseppe Palermo

    Per far rivalutare una sede Universitaria occorrebbe potenziarla intanto attraverso l’apertura di nuovi corsi di laurea (come Economia,Ingegneria,Medicina,Psicologia,Agraria ecc)….Poi gli enti competenti dovrebbero procedere all’istallazione di vari servizi per gli studenti stile Campus (mensa,bar,sale studio,alloggi,ecc). Speriamo che questa realtà si realizzi presto ….

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  2. Giovanni La scala

    Aprite una Mensa, aprite un Centro commerciale vicino l’università di Trapani, indite nuovi corsi di laurea.In assenza di ciò è meglio avviare il nostro cammino verso la chiusura dell’università a Trapani.

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  3. Gianni Patricola

    Mi sono laureato in ingegneria meccanica a Milano NEL 1965 e dall’alto dei miei 77 anni vi dico: RAGAZZI TENETE DURO!

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