Il rettore dell’Università di Palermo, Roberto Lagalla, è vicino agli specializzandi delle facoltà di Medicina e Chirurgia della Regione Siciliana che ieri hanno protestato su iniziativa del Segretariato italiano giovani medici.

«Nell’esprimere massima considerazione nei confronti di questi giovani professionisti titolari di contratto regionale – ha affermato Lagalla – si vuole rappresentare come la mancata erogazione di nuove borse di studio per l’accesso alle Scuole di specializzazione e i gravi ritardi nel pagamento, da parte della Regione, per la definizione delle spettanze arretrate, stiano da un lato alimentando l’emigrazione di preziose competenze professionali e dall’altro abbiano gravato le Università di oneri economici per anticipazioni ormai non più sostenibili, tanto da dovere procedere alla temporanea sospensione dei pagamenti».

L’Università di Palermo ha anticipato le somme negli ultimi tre anni e ha dovuto sospendere nel mese di febbraio scorso. Nei prossimi giorni – grazie al trasferimento di una tranche di arretrati da parte della Regione – l’Ateneo pagherà le spettanze relative ai mesi di febbraio e marzo, anticipando i circa 300 mila euro mancanti.

«In vista dell’imminente approvazione del bilancio regionale – ha concluso il rettore – si chiede al Governo un determinante intervento per attribuire adeguate risorse a un così delicato settore dell’alta formazione specialistica».

A proposito della protesta di ieri – come si legge qui –  Claudio Costantino, responsabile del Sigm, ha affermato: «Abbiamo incontrato gli Assessori Regionali alla Salute ed alla Formazione e lo staff tecnico dell’assessore Regionale al Bilancio. Siamo stati al pari ricevuti dal Presidente della Commissione Bilancio dell’ARS. Abbiamo chiesto alla Regione di sanare un vecchio debito contratto con le Università Siciliane, non più in grado di garantire la regolare corresponsione degli stipendi, oltre che garanzie per la copertura dei contratti correnti. Abbiamo chiesto anche un impegno a finanziare nuovi contratti per gli aspiranti specializzandi siciliani, a fronte della previsione della carenza di medici che si profila da qui a qualche anno».

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