«Uno è lieto di poter servire», chi non ricorda la frase ricorrente pronunciata dal robot nella pellicola campione d’incassi “L’uomo bicentenario“. Robin Williams ha emozionato grandi e piccini con l’interpretazione dell’androide con un cuore, programmato per occuparsi delle faccende di casa e giocare con i bambini.

Adesso, però, il futuro non è mai stato così vicino e quello che sembrava un sogno idillico, potrebbe concretizzarsi nel breve periodo.

L’intelligenza artificiale, infatti, fa il suo ingresso nelle scuole grazie ad Amico Robot, l’iniziativa del dipartimento di Ingegneria informatica dell’Università degli Studi di Palermo che intende far conoscere alle nuove generazioni le macchine che rappresentano il futuro della tecnologia.

I primi a poter vedere i robot dal vivo e interagire con loro sono stati gli alunni della scuola Giotto-Cipolla di Palermo. Grande stupore ed emozione per i piccoli dell’istituto che non riuscivano a credere ai loro occhi.

«Vederli dal vivo è un’esperienza magnifica – racconta un bambino e i suoi occhioni azzurri, trasmettono più di qualsiasi parola – osservarli nei cartoni è bello ma di presenza è davvero emozionante. Sembra di avere un compagno di giochi di fronte».

«A scandire la visita balli, giochi, abbracci ed allegria: un robot giocava a calcio», dice un altro alunno con gli occhi spalancati.

«Così come noi abbiamo avuto tv e cellulari, gli adulti di domani avranno un robot che aiuterà in casa», assicura Rosario Sorbello, docente del dipartimento di Ingegneria informatica.

Secondo l’insegnante, infatti, fra meno di dieci anni le nostre case potrebbero essere dotate di androidi tuttofare dedicati alle faccende domestiche.

 

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