Come si legge su Si24.it, il rettore dell’Ateneo siculo Roberto Lagalla, a margine della presentazione del volume “Ad alta quota“, ha commentato i risultati delle elezioni universitarie che hanno sancito il successo del centrosinistra spiegando l’importanza di un tale strumento di rappresentanza studentesca.

«Le elezioni sono un grande segno di partecipazione e democrazia all’interno del nostro ateneo – ha dichiarato il rettore – esse testimoniano una volontà di coinvolgimento più ampia possibile di tutti gli attori del sistema accademico tra cui docenti, personale tecnico e soprattutto studenti».

Nella splendida cornice dello Steri, inoltre, il padrone di casa ha approfittato dell’incontro per illustrare i punti di forza del sistema scolastico previsto dalla riforma Gelmini.

Le novità in ambito universitario, tra cui la riorganizzazione delle facoltà in strutture di raccordo, prenderanno il via da settembre: «Il sistema universitario ha già prodotto in questi anni un risultato rilevante, eliminando una quota di corsi di studio non particolarmente utili ai fini del valore del titolo e delle potenzialità occupazionali», ha affermato Lagalla.

Previsti ulteriori tagli ai dipartimenti accademici, già ridotti dopo l’insediamento di Lagalla al vertice dell’Ateneo: «Al mio arrivo erano presenti ottantuno dipartimenti – ha continuato il rettore – un inaccettabile frazionamento accademico e didattico che nel tempo e, fino ad oggi, abbiamo ridotto a venti aree».

Le ultime parole, infine, sono per i criteri di «gradualità e responsabilità progressiva» che hanno ispirato il processo di riforma: «Le strutture di raccordo continueranno a mantenere la funzione di coordinamento organizzativo in modo tale che non si verifichino discontinuità o interruzioni di servizio nei confronti degli studenti».

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