Il termine Smart City non ha oggi una definizione univoca e condivisa, ma si modella diversamente in ragione di una serie di pratiche sviluppate in varie città italiane, europee ed extraeuropee; in una pluralità di iniziative d’impresa sul versante business; in una molteplicità di progetti di ricerca e di ricerca applicata; infine, in un robusto repertorio bibliografico.

Se per Città intendiamo un Sistema di Sistemi (abitativo, mobilità, servizi, cultura, energia, sicurezza, ambiente ecc.) per Smart Cities possiamo intendere la rete di interazione tra questi, supportata da un flusso reciproco di informazioni sostenute dalle risorse ICT.

Lo sviluppo di progetti e iniziative di ricerca in questo ambito è orientato a innovare servizi ai cittadini e alle imprese in una prospettiva di trasparenza, multiattorialità, partecipazione attiva e informata nei processi decisionali, ecosviluppo e democrazia, in particolare per quanto riguarda nuove modalità di dialogo e cooperazione tra Pubblica Amministrazione e segmenti delle comunità locali. Si tratta di fatto di un contesto caratterizzato anche da forti impulsi che derivano da azioni UE con origine da Europa 2020, dall’Agenda Digitale europea e nazionale oltre che da una serie di call promosse dal MIUR che a queste iniziative attribuiscono un ruolo strategico per lo sviluppo del Paese.

L’Università Iuav di Venezia, l’Università di Palermo, in partenariato con VEGA Parco Scientifico Tecnologico di Venezia, Engineering, Vitrociset, Corvallis, e Ambiente, ARPAV e le università di Roma La Sapienza e RMEI Réseau Méditerranéen des Ecoles d’Ingénieurs avviano un percorso di formazione e ricerca sui temi delle Smart Cities / Smart Communities, varando la nuova Laurea Magistrale Interateneo in “Innovazione Tecnologica e Design per i Sistemi Urbani e il Territorio” che formerà progettisti ed esperti di soluzioni innovative per le Smart Cities.

Il percorso approfondisce i temi legati all’innovazione, nello scenario europeo e nazionale con l’obiettivo di sviluppare un’articolata risposta verso il mercato del lavoro pubblico e privato nel formare nuove professionalità dotate di competenze e sensibilità specifiche per fronteggiare le sfide aperte sul versante dell’innovazione progettuale e operativa sui temi che caratterizzeranno la nuova dimensione della Città Intelligente.

Sotto il cappello delle Smart Cities, l’utilizzo di tecnologie ICT per rendere più intelligenti le città (nel loro uso, nei loro consumi, nella loro mobilità, ecc.) si declina non tanto nell’utilizzo di strumenti standard (informatici e non) per l’ausilio alle decisioni o per la pianificazione, quanto in veri e propri usi innovativi mirati alla pianificazione che facciano uso di sensori per il city sensing (come in progetti internazionali, ad esempio nella città di Copenhagen ad opera del Senseable Lab del MIT e di Carlo Ratti), l’environmental sensing (per il monitoraggio ambientale intelligente e continuo (come nel progetto Smart Bejing della Karlsruhe University), o l’opportunistic people-centric sensing (dove la persona diventa un sensore mediante dispositivi mobili personali – da citare tra i vari progetti Urban Sensing UCLA -).

Questo strato diffuso e pervasivo di sensoristica trova applicazioni nel monitoraggio delle condizioni di vita dei cittadini e dei parametri ambientali, nella pianificazione urbanistica e stradale per migliorare ed ottimizzare la mobilità (soprattutto intermodale), nei servizi commerciali e turistici. La complessità intrinseca in questi sistemi richiede anche competenze significative nell’ambito del design dell’informazione, soprattutto nei servizi offerti ai cittadini.

Queste premesse danno un senso dell’urgenza dell’attivazione di un percorso di studi avanzato su queste tematiche e in grado di soddisfare le richieste in termini professionali di aziende e pubbliche amministrazioni in questi ambiti.

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