L’associazione Rum si schiera contro i bonus del ddl 334. Pubblichiamo un comunicato dell’associazione in cui sono spiegati i motivi per cui gli studenti ne richiedono l’immediato blocco.

Con il decreto ministeriale del 24 aprile 2013, n. 334, ulteriori ostacoli sono stati posti alle carriere universitarie di tutti gli studenti che a breve entreranno a far parte della grande giostra accademica. Dopo i vari interventi degli illustri redattori dei vecchi DDL a firma Maria Stella Gelmini, nessuno pensava si potesse ancora calcare la mano per affondare definitivamente il sapere pubblico.

Sembrava che a tutto ci fosse un limite, invece no! Con il suddetto decreto, stavolta a firma Profumo, continua ad aprirsi il varco tra le disparità delle preparazioni liceali di origine pubblica o privata.

L’articolo 10, comma 3, lettera b), recita relativamente all’assegnazione dei punti di bonus: «Il punteggio viene attribuito esclusivamente ai candidati che hanno ottenuto un voto di maturità almeno pari a 80/100, rapportato alla distribuzione in percentili dei voti ottenuti dagli studenti che hanno conseguito la maturità nella stessa scuola nell’anno scolastico 2011/12 […]».

Voto di maturità                                          Punteggio
Voto ≥ 95° percentile                                  10 punti
90° percentile ≤ Voto < 95° percentile    8 punti
85° percentile ≤ Voto < 90° percentile    6 punti
80° percentile ≤ Voto < 85° percentile    4 punti

Tale sistema, che all’apparenza può sembrare premiale e in piena aderenza ad un sistema meritocratico, in verità altro non è che un’agevolazione ulteriore per coloro i quali provengono da scuole che non sempre valutano le carriere dei propri studenti sulla base dell’effettive conoscenze maturate, ma in base ad altri parametri di natura economica.

Anche il presidente della CRUI, il rettore Marco Mancini, ha espresso la propria preoccupazione sull’immediata applicazione di tale sistema: «Occorre probabilmente una fase di riflessione in più prima di dare piena attuazione a quella parte del provvedimento che si occupa del punteggio correlato alla maturità e distribuito in maniera differente da scuola a scuola, fermo restando che lo spirito meritocratico nei confronti della carriera scolastica e’ assolutamente condivisibile. La cosa più opportuna da fare sarebbe un intervento normativo che bloccasse, come già avvenne in passato, l’applicazione immediata del provvedimento con riferimento ai dieci punti della maturità e consentisse di rivederne la complessa disciplina dei punteggi nelle scuole e altri elementi caratterizzanti».

La Rete Universitaria Mediterranea chiede a gran voce al ministro Maria Chiara Carrozza di bloccare con effetto immediato gli effetti di tale decreto.

C’eravamo già espressi in merito all’assurdo calendario, stabilito nello stesso decreto, in merito ai test d’accesso ai corsi di laurea con graduatorie nazionali avvertendo gli studenti, giustamente impegnati in questi giorni alla preparazione dell’esame di Stato, dell’imminente scadenza per l’iscrizione ai test.

La R.U.M. si auspica che questa sia l’ultimo episodio e l’ultimo tassello di una politica ultradecennale volta alla distruzione completa e sistematica della scuola pubblica e che si verifichi, da adesso in poi, un’inversione di tendenza – con il sicuro apporto che può dare una personalità competente come l’attuale Ministro – verso la restituzione della dignità che di diritto spetta all’istruzione pubblica .

Il nostro rappresentante neo eletto al CNSU, Salvo Di Chiara, si fa garante in seno all’organo più importante di rappresentanza studentesca nazionale, affinché questo processo di nefandezze intellettuali nei confronti di studenti e famiglie possa definitivamente essere arrestato da una nuova politica rivoluzionaria, intendendo per rivoluzione giustizia tra pari.

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