«Merito scientifico, riconoscimento internazionale e passione per la ricerca». È per questo mix che Davide Corona, ricercatore dell’Istituto Telethon Dulbecco presso l’Università di Palermo, ha ricevuto il premio Chiara d’Onofrio 2013, riconoscimento assegnato ogni anno per lo studio dei meccanismi molecolari della crescita e del differenziamento delle cellule, in memoria di una brillante ricercatrice morta di cancro a soli 42 anni.

Associate Telethon Scientist presso il dipartimento Stebicef dell’ateneo palermitano, Davide Corona è stato premiato per il suo contributo alle conoscenze nel campo dell’epigenetica, ovvero lo studio di tutti quei fenomeni che possono influire sul comportamento dei geni senza tuttavia modificare la sequenza del Dna e, in particolare, per lo studio di particolari proteine che hanno il compito di dirigere l’impacchettamento su sé stesso del Dna.

Lungo circa due metri, il Dna di ogni cellula deve essere necessariamente ripiegato su sé stesso, per poter essere contenuto in una struttura che è dell’ordine dei milionesimi di metro: quando però la cellula ha bisogno di “leggerne” una particolare sequenza, ecco che quella deve essere resa accessibile alla lettura.

Le proteine studiate da Corona hanno proprio il compito di regolare l’accessibilità del Dna in base a precisi segnali e necessità della cellula: sono così importanti da essere molto conservate in natura, non per nulla il modello utilizzato da Corona e il suo gruppo è un organismo “semplice” come la Drosophila melanogaster, il moscerino della frutta (le virgolette sono d’obbligo visto il contributo essenziale che questa specie ha dato alla storia delle genetica fin dai suoi albori).

La commissione del premio ha riconosciuto l’importante contributo di Davide e del suo gruppo nello studio di queste proteine: non solo quali sono, ma anche come funzionano, come sono regolate, che cosa succede quando non funzionano. Alterazioni in questi delicati meccanismi sono infatti alla base anche di svariate patologie, da diverse malattie genetiche a varie forme di cancro.

Il valore di questi studi è confermato dalle numerose pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali (per i dettagli vedi qui) e dal supporto di importanti enti, nazionali e non, come Telethon, Fondazione Armenise-Harvard, Organizzazione europea di biologia molecolare (Embo), Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc), Epigen, Firb-Miur.

«Ringrazio la Fondazione Chiara D’Onofrio e la Società italiana di biofisica e biologia molecolare per l’assegnazione di questo prestigioso premio – dichiara il ricercatore Unipa – in riconoscimento del lavoro mio e del mio gruppo durante questi ultimi otto anni a Palermo. Lo ritengo la dimostrazione del fatto che portando avanti i veri valori che dovrebbero caratterizzare la ricerca si possa fare della buona scienza anche in realtà che possono apparire geograficamente sfavorite».

nella foto la consegna del premio a Davide Corona da parte di Francesco De Leo, presidente della Fondazione Chiara d’Onofrio

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