Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Azione Universitaria.

In relazione alla sentenza della Corte Costituzionale che cancella l’art. 25 della legge 30 dicembre 2010, n. 240 (riforma Gelmini) che vietava ai docenti universitari di rimanere in servizio per un biennio oltre l’età pensionabile – 70 anni -, Azione Universitaria, da sempre contro il baronato e i potentati accademici, si dichiara assolutamente contraria alla possibilità che l’Università di Palermo lasci la poltrona dell’insegnamento agli over 70.

«All’interno dell’Università italiana – dichiara Gaetano Sciortino Presidente Provinciale di Azione Universitaria – si registra una strana anomalia. In tutte le pubbliche amministrazioni i dipendenti infatti sono contrari all’aumento dell’età pensionabile, i docenti universitari invece cercano in qualsiasi modo di non andare in pensione. L’età pensionabile per i docenti è già la più alta rispetto agli altri dipendenti pubblici, se aggiungiamo la possibilità di lasciare l’insegnamento due anni oltre questa, la situazione sfiora il ridicolo.

All’estero il ruolo di insegnante è ricoperto da giovani docenti in quanto si ritiene che per svolgere questa importante funzione bisogna avere una mente fresca e giovane, mentre i docenti più anziani si dedicano maggiormente agli studi e alla ricerca. In Italia invece, chissà perché, i docenti non ne vogliono sapere di lasciare la poltrona dell’insegnamento. Che dietro tutto questo attaccamento, non ci sia semplice passione e dedizione alla preparazione delle nuove generazioni, ma piuttosto un non voler lasciare postazioni di potere?

Purtroppo – conclude Sciortino – sempre più spesso si parla di ricambio generazionale ma sempre meno nei fatti si lascia spazio ai giovani».

Per questi motivi Azione Universitaria si mobiliterà affinché l’ateneo palermitano rigetti la domanda di tutti i professori che chiederanno di continuare ad insegnare, lasciando questi posti ad elementi più giovani.

I rappresentanti di AU porteranno questa battaglia in tutti i Consigli di Facoltà e chiedono, inoltre, ai rappresentanti degli studenti in Senato Accademico, organo al quale spetta la decisione finale, di opporsi a tutte le richieste degli over 70.

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