Dopo 15 mesi dalla mia laurea in Scienze Giuridiche finalmente è arrivata la tanto agognata pergamena.

L’ho scoperto non perché ho ricevuto una telefonata o una comunicazione dall’Università. Bensì da Ciccio che il 20 giugno ha lasciato un commento sul mio post del 13 febbraio in cui lamentai di non avere avuto alcuna notizia sul “pezzo di carta” che certifica solennemente l’obiettivo raggiunto dopo ore e ore passate sui libri.

Cliccando qui, infatti, ho scoperto che è finalmente disponibile la mia pergamena (e quella di tanti altri). Potrò andarla a ritirare, sistemarla all’interno di una bella cornice, appenderla al muro e ammirarla in preda alla Sindrome di Stendhal.

Certo è che 15 mesi di attesa non sono affatto pochi. E non sono stata l’unica a lamentare il ritardo.

Lo ha fatto anche Vincenzo ad aprile che ha scritto: «Se ti può consolare (o rassegnare) della pergamena della mia laurea in Architettura del marzo 2011 nessuna traccia. Siamo a Palermo. Il tempo c’è. Quando devono aspettare gli altri. E pensare che altrove la danno il giorno stesso della laurea. Ragazzi organizziamoci per una colletta per comprare l’attrezzatura… Unipa ridicola!».

A cui ha risposto nove giorni dopo il già citato Ciccio: «Caro Vincenzo, l’ufficio diplomi di Unipa l’attrezzatura ce l’ha… ed è pure di grosso calibro. Il problema sta nelle segreterie, che comunicano i dati dei laureati (o specializzati o abilitati) in ordine sparso… così Giurisprudenza non passa nulla se non ha completato tutte e tre le sessioni dell’anno accademico (mentre i diplomi vengono registrati per anno solare); altre ancora (vedi Architettura o Economia, di recente) passano i dati quando possono (o gli pare…) con il risultato che dal momento che i dati vengono elaborati alla stampa dei diplomi passa forse un paio di mesi. Ma di tutto ciò, come mi hanno spiegato, non sappiamo nulla e tutto il demerito è dell’ufficio diplomi. Il giorno della laurea non è possibile avere il diploma, poiché se non ci sono riportati i dati di registrazione (che deve essere precedente alla stampa) la pergamena non ha i requisiti dati dal in nome della legge, quindi non capisco come facciano altri atenei a dare il diploma il giorno della laurea, tranne che non ti riferisci alla data di proclamazione, che magari viene spostata di un paio di settimane dall’esame finale…».

Insomma, stando alle parole di Ciccio – uno che ha dimostrato di essere molto informato sugli affari universitari – è la regola attendere fino a due anni prima dell’arrivo della pergamena e, per potere velocizzare il processo di consegna, si dovrebbero sgridare le segreterie, colpevoli d’inviare i ritardo i nomi dei laureati.

Foto: Internet.

2 Risposte

  1. ciccio

    …non proprio…
    non è la regola attendere fino a due anni, ma può capitare.
    quando le pratiche non erano meccanizzate e si compilavano tutti i passaggi a mano, si aspettavano anche 6 o 7 anni per vedere la pergamena…
    certo, altamente stigmatizzabile, ma nessuno o quasi si lamentava, si limitavano tutti (quelli che non dovevano esporre il titolo per lavoro…) a lasciare i diplomi nelle casseforti dell’ufficio, dove magari sono tutt’ora…
    in ogni caso io non suggerivo di sgridare le segreterie, per il semplice fatto che, se ritardano a comunicare le posizioni dei laureati, avranno pure un motivo, no ???

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  2. ROSARIO

    CLORINDA,
    MENO MALE CHE SEI LAUREATA PROPRIO IN SCIENZE GIURIDICHE… vale anche per te la risposta mia per VALERIA, che trovi nel permalink sotto indicato…
    “http://www.younipa.it/2013/02/13/a-un-anno-dalla-laurea-della-pergamena-neppure-lombra/3081/#comment-47777″……..
    chiaro che se l’ arrivo non e immediato, ma potrebbe essere ingolfato da piu ordinativi che arrivano nell’ arco di poco tempo, poi si debba perdere ulteriormente del tempo per contattare tutti gli interessati…..
    ti ricordo che l’ ESAME DI LAUREA NON E UNA RATIFICA DEGLI ESAMI GIA PRECEDENTEMENTE SOSTENUTI, ma un esame a parte, quindi la verbalizzazione che fa da “pezza d’ appoggio” al titolo emesso non puo essere scritta prima della seduta…
    a te le deduzioni…

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