«La Sicilia punto di raccordo con il mondo è al centro del Mediterraneo, crocevia delle politiche di emigrazione e porta d’ingresso per l’immigrazione. A noi dà maggiore sensibilità guardare questa terra all’interno delle politiche di integrazione che non devono essere solo nazionali, al sud come al nord e quindi devono riguardare anche l’Europa. Credo che con la Sicilia dovremo lavorare molto e investire».

È quanto affermato ieri mattina in sala Magna, dal ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge, a margine di un incontro su “Politiche di integrazione e Meticciato, organizzato nell’ambito di Univercittà.

Dopo il saluto del pro rettore vicario Vito Ferro sono intervenuti Antonio Osnato su “Il meticcio: Uomo del futuro?”, l’antropologa Gabriella D’Agostino su “Identità e meticciato. Una relazione problematica” e il sociologo Antonio La Spina su “Meticciato e politiche nella società contemporanea”.

Sono seguiti gli interventi coordinati dal pro rettore Maurizio Carta sulle esperienze di politiche dell’accoglienza nell’Università di Palermo.

Alida Lo Coco ha illustrato le attività del Centro di Orientamento e tutorato; Mari D’Agostino quelle della scuola di lingua italiana per stranieri e Mario Affronti che ha parlato del servizio di Medicina delle migrazioni del Policlinico.

Interessanti le testimonianze degli immigrati e del ministro Kyenge che ha ringraziato Palermo e la Sicilia per la calorosa accoglienza concludendo il suo intervento assicurando il suo impegno per dare un contributo a una legge di cittadinanza con un approccio inclusivo, volto all’accoglienza.

 

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