La Ministra per l’Integrazione Cècile Kyenge, ospite del convegno Politiche di integrazione e Meticciato organizzato dall’Università di Palermo, ha incontrato le realtà dell’Ateneo che da anni si impegnano nelle politiche dell’accoglienza e dell’inclusione sociale dei migranti.

Tra queste la Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell’Ateneo che ha presentato il lavoro svolto nei suoi cinque anni di vita: corsi di lingua standard e speciali; collaborazioni in programmi didattici e formativi con università asiatiche, europee e dell’altra sponda del Mediterraneo; partecipazione a progetti di integrazione linguistica promossi dall’Unione Europea; progetti per minori e donne immigrate.

Una panoramica, quindi, su servizi di eccellenza offerti a studenti in mobilità ma anche a coloro che, provenienti da aree del mondo da cui si fugge per la fame o per la guerra, necessitano della conoscenza della lingua per poter conquistare il diritto a costruire un progetto di vita. Fra questi, i minori stranieri non accompagnati per i quali la Scuola ha messo a punto un progetto specifico grazie al quale frequentano, insieme ad altri coetanei e studenti universitari stranieri, i corsi di lingua e cultura italiana.

Durante l’incontro, che si è svolto a Palazzo Steri ieri mattina, hanno anche preso la parola altri esponenti del mondo universitario, come i professori Gabriella D’Agostino e Antonio La Spina, il Procuratore Antonio Osnato, il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando e Alida Lo Coco, responsabile del Centro di Orientamento e Tutorato dell’Università.

Quest’ultima ha dato la parola agli studenti stranieri che il Cot ha seguito in questi ultimi anni.

Gli universitari hanno raccontato le loro esperienze. Ha preso la parola anche una studentessa vietnamita dell’Università di Hanoi che ha seguito i corsi di lingua e cultura italiana della Scuola e che continua a studiare presso l’Ateneo palermitano grazie ad un accordo stipulato tra l’Università di Hanoi, l’Università di Palermo e la Scuola di Lingua italiana per Stranieri.

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