Aumentano le facoltà a numero chiuso e si dimezzano quelle ad ingresso libero.

È questo lo scenario che ha per protagonista l’Università italiana, in un momento in cui migliaia di studenti appena diplomati si ritrovano impegnati con la preparazione dei test d’ingresso.

Una realtà che riguarda sempre più Facoltà e non solo quelle consuete di Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Architettura (per citarne alcune).

Sono aumentati, infatti, di circa tre punti rispetto allo scorso anno i corsi per i quali è necessario sostenere un test d’accesso a pagamento, passando dal 54,4 al 57,3.

E nelle Università di Palermo, Catania, della Calabria e della Magna Grecia di Catanzaro si è scelto il test obbligatorio per tutte le facoltà.

Sono, infatti, soprattutto gli atenei del Sud, che hanno perso il 15 per cento degli immatricolati, ad essere più severi in materia di accessi: per l’anno accademico 2013/14 i corsi a numero chiuso sono 63 su 100.

In Toscana, Umbria, Lazio e Marche, invece, per il 54,6% degli atenei è possibile immatricolarsi senza la paura di non superare i test d’ingresso.

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