Più di 850 economisti e scienziati sociali, provenienti da oltre 50 paesi (tra questi: Russia, Giappone, Cina, Svizzera, Svezia, Germania, Turchia, Stati Uniti e Inghilterra), saranno a Palermo per parlare di crescita regionale e urbana, dibattendo sui temi dello sviluppo economico territoriale e riguardo le prospettive di rilancio dell’economia globale dopo la crisi.

Il capoluogo siciliano ospiterà, da oggi fino al 31 agosto, l’edizione numero 53 del Congresso dell’Ersa (European Regional Science Association), la più grande riunione internazionale nel campo delle scienze regionali. La manifestazione si svolgerà tra Palazzo Steri in piazza Marina, (con la cerimonia iniziale il 27 agosto, alle 17), l’edificio 19 (il cosiddetto Polididattico) e l’edificio 13 (Facoltà di Economia) in viale delle Scienze.

Un ritorno in Italia del convegno, dopo le edizioni di Milano del 1984 e di Roma del 1997. L’incontro di Palermo è quindi da segnalare come il primo della storia nel Sud d’Italia.

Nelle scorse tre edizioni il congresso Ersa si è tenuto rispettivamente a Jonkoeping (Svezia), Barcellona e Bratislava. L’edizione 2014 si svolgerà a San Pietroburgo.

Il Congresso 2013 di Palermo ha come tema generale “Regional integration: Europe, the Mediterranean and the World Economy”. Partendo da questa base, si svilupperanno i temi principali: “Il rapporto tra politiche nazionali e regionali”, “La crescita regionale e urbana nel bacino del Mediterraneo”, “Il ruolo del finanziamento delle infrastrutture per lo sviluppo regionale del Mediterraneo”. Tutti argomenti che in Italia e soprattutto in Sicilia, per la posizione geografica al centro del Mediterraneo, sono particolarmente attuali.

Farà seguito, nei giorni 2 e 3 settembre, l’edizione numero 34 della conferenza italiana della “Associazione Italiana di Scienze Regionali (AISRe)”, che avrà come tema: “Crescita economica e reti regionali: nuove industrie e sostenibilità”.

Numerosi anche i temi correlati che saranno trattati nelle diverse sessioni scientifiche dei due congressi. Tra questi:

  • Imprenditorialità e innovazione.
  • Finanza pubblica e privata per lo sviluppo regionale.
  • Globalizzazione e competitività regionale.
  • Agglomerazione, distretti, cluster e reti.
  • Turismo, industrie culturali e creative e sviluppo regionale.
  • Futuro della politica di coesione e regionale.
  • Grande recessione e crescita regionale.
  • Sviluppo economico-sociale del Mediterraneo.
  • Cambiamento climatico, ambiente e sostenibilità.

Alla manifestazione saranno presenti con i loro rappresentanti le più importanti istituzioni internazionali legate al mondo dell’economia: il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, l’Ocse, la Banca Europea per gli Investimenti, la Commissione europea.

Tra gli ospiti del primo giorno di apertura dei lavori del 27 agosto, allo Steri in piazza Marina: il ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il professore alla London School of Economics and Political Science Danny Quah, il Rettore dell’Università degli Studi di Palermo Roberto Lagalla e Rémi Jacob, Presidente dell’European Investment Bank Institute.

Da evidenziare, giovedì 29 agosto, la lectio magistralis di Masahisa Fujita, già professore all’università di Kyoto e uno dei maggiori esperti mondiali di economia regionale e del territorio, autore del famoso volume “The Spatial Economy. Cities, Regions and International Trade”, scritto con il premio Nobel 2008 per l’Economia Paul Krugman. Nella stessa giornata sarà presente Jamal-Eddine Gharbi, ex ministro per le Politiche territoriali della Tunisia.

«Sono particolarmente orgoglioso – dice il professore Fabio Mazzola, preside della Facoltà di Economia e Presidente del Comitato organizzatore locale di Ersa 2013 – della realizzazione di questo evento nella nostra Università. L’Italia e soprattutto il Mezzogiorno sono stati da sempre considerati come un tipico case-study nelle analisi sullo sviluppo economico regionale. Sono certo che dalla settimana di confronto tra i più grandi esperti del settore, emergeranno idee e proposte di sviluppo che potranno guidare i nostri territori verso un percorso di rilancio e di superamento dell’attuale fase di crisi, con particolare attenzione alla dislocazione dei processi di crescita nello spazio».

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