«Ancora una volta la strategia comunicativa della mafia, e in particolare quella della famiglia Riina, passa attraverso l’utilizzo di rassicuranti figure femminili. Quello che più mi ha colpito è la continuità familiare: nell’intervista in studio Lucia ha la stessa facies, lo stesso look, perfino la stessa pettinatura che aveva la madre, Antonietta Bagarella, quando negli anni ’70 fu intervistata dal giornalista Mario Francese, poi ucciso dalla mafia».

Questo il commento della professoressa di Sociologia giuridica della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Palermo, Alessandra Dino, in merito all’intervista che Lucia Riina, la figlia più piccola del boss corleonese, ha rilasciato alla televisione svizzera RTS, affermando di essere dispiaciuta per le vittime ma onorata del cognome che porta.

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