Ecco il comunicato stampa diramato da Udu Palermo:
&171;Il numero programmato nel nostro Ateneo è una realtà per tutti i corsi di laurea e sembra ormai scontato, per le nuove matricole, che il proprio accesso al mondo universitario sia subordinato al superamento di un test spesso poco indicativo.

La realtà è che il sistema del numero programmato, esteso a tutti i corsi, esiste solo da un paio di anni ed ha portato con sé una serie di provvedimenti che, di fatto, oggi, limitano il diritto di accesso allo studio di tante future matricole.

Questo comunicato vuole focalizzare l’attenzione sulle modalità di iscrizione ai test ed in particolare sul MAV, la tassa d’iscrizione che ogni studente è obbligato a versare per la partecipazione alla prova.

Il MAV è un versamento non proporzionale al reddito, questo vuol dire che la quota da versare è la stessa per tutti gli studenti, quale che sia la fascia di reddito di appartenenza. Da quest’anno ogni MAV ammonta ad una quota fissa di 50€.

Dai dati relativi al numero di paganti di quest’anno (circa 27000) si ricava un introito totale per l’Università di circa 1 milione e 500 mila euro, solo derivanti dai MAV pagati dalle future matricole. Non siamo sicuri che tutti questi soldi servano realmente per far fronte alle spese riguardanti l’organizzazione dei test stessi.

Riteniamo che il vizio più pesante che il sistema del MAV presenta sia quello concernente la profonda diversificazione tra i bandi d’accesso che ne regolano il pagamento. Esistono bandi che consentono di partecipare, con il pagamento di un unico MAV, al test per l’accesso a diversi corsi di laurea della stessa Facoltà, facendo indicare al candidato un ordine di preferenza per i corsi stessi. Altri bandi si limitano a tenere conto di un solo corso di laurea (e del relativo test), costringendo il candidato a pagare tanti MAV quanti sono i corsi cui vuole partecipare.

Così, ad esempio, a Ingegneria è consentito esprimere, con un unico pagamento, fino a 3 preferenze per altrettanti corsi della Facoltà. La Facoltà di Economia, invece, pretende che si versino 50€ per ciascun corso a cui si spera di accedere, incurante anche del fatto che il test sia lo stesso per tutti i corsi della Facoltà. Tutto questo fa si che ogni futura matricola sia di fatto costretta a pagare (in media) tra i 100€ e i 150€ per esprimere tutte le proprie preferenze di accesso e fugare il pericolo di rimanere fuori dai corsi desiderati.

Questo dato risulta ancora più drammatico se si pensa che anche studenti a basso reddito, magari futuri vincitori di borsa di studio, devono sostenere questa spesa iniziale per diventare studenti universitari (il rimborso è garantito solo a chi ha conseguito un voto di diploma superiore a 95 e comunque solo per un MAV, relativo al corso in cui poi viene effettuata l’immatricolazione).

Chiediamo a gran voce che, nella scrittura dei bandi d’accesso ai corsi a numero programmato, sia garantito a ciascun candidato di poter partecipare, con il pagamento di un solo MAV, alla selezione per un minimo di 3 corsi di laurea della struttura di raccordo di appartenenza del corso, che questi prevedano lo svolgimento di un unico test o di prove differenti.

Crediamo che tale provvedimento sia necessario per garantire uno sgravo economico agli studenti al fine di preservare un Diritto allo Studio, sancito per costituzione, e oggi messo in pericolo dal sempre più pesante sistema del numero programmato e che le risorse economiche in esubero derivanti dalle iscrizioni ai test d’ingresso siano utilizzate per garantire nuovi servizi agli studenti».

2 Risposte

  1. antonino

    Mi sono sempre chiesto ma i nostri politici conoscono la nostra COSTITUZIONE.
    Credo proprio di no, Art. 33 e Art. 34. Forse converrebbe modificarli.

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