Più di 170 mila in vent’anni. Un numero di ingenti proporzioni che, ahi noi, riguarda i giovani diplomati del Sud Italia che, dopo aver conseguito la maturità, sono volati verso la parte più alta dello Stivale per frequentare l’università. Dal 2007 al 2010 le università nostrane hanno perso il 19,6 per cento delle matricole.

E stando agli ultimi dati Unioncamere la situazione che si delinea sotto i nostri occhi è tutt’altro che linda e rosea. Le analisi mostrano infatti che la tendenza è in crescita. In particolare ben il 31,6 per cento, quasi uno su tre, dei laureati meridionali si laurea in una regione che non è la propria.

La criticità del dato, poi, si acuisce se si considera che i laureati nati al Sud sono, in proporzione agli abitanti, più di quelli di Centro e Nord: il Mezzogiorno vanta il 34 per cento della popolazione totale e il 40,8 per cento dei laureati.

A spingere i ragazzi a lasciare la regione di appartenenza sembrano influire soprattutto la mancanza di lavoro, l’assenza di meritocrazia e la ricerca di atenei più prestigiosi. Di conseguenza, il calo generale delle immatricolazioni, che affligge tutti gli atenei del Paese, al Sud si fa sentire con più forza.

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