Per il terzo anno consecutivo, la ONG Comunità Promozione Sviluppo di Castellammare di Stabia bandisce il Premio di laurea “don Gennarino Somma” per premiare la migliore tesi di laurea magistrale svolta sui temi di interculturalità, diritti umani, sviluppo sostenibile, cooperazione internazionale, turismo responsabile, finanza etica ed economia solidale.

L’ammontare della borsa è di mille euro più un soggiorno formativo di 10 giorni presso la sede della ONG nella città costiera di Mbour, in Senegal. Nel corso di tale esperienza, i vincitori hanno la possibilità di penetrare il mondo della Cooperazione Internazionale, entrando in diretto contatto con le responsabilità e le problematiche del ‘lavoro sul campo’, e vivendo in prima persona quello che potrebbe rappresentare una entusiasmante scelta di lavoro e di vita.

La presenza della CPS in Senegal dura senza soluzione di continuità da più di 35 anni, nel corso dei quali l’associazione ha radicato la propria presenza e diversificato in modo organico il proprio intervento nei settori socio-sanitario, protezione dell’infanzia, turismo responsabile, sviluppo sostenibile, salute materno-infantile, sostegno a distanza, alfabetizzazione e formazione.

I beneficiari diretti ed indiretti dei Progetti portati avanti sono migliaia ogni anno e proprio questa mole di attività ha tributato nel tempo alla CPS il riconoscimento, da parte della popolazione locale nonché delle istituzioni italiane presenti nel paese, del ruolo centrale svolto dalla nostra associazione nella piattaforma di Cooperazione Italia-Senegal.

Dandovi queste notizie così tecniche ed impersonali, ho negli occhi le immagini di quanto ho vissuto io stesso in quei posti. Dal 2009 nel Consiglio Direttivo della ONG, ho viaggiato e visto molto.

Per un giovane medico dire ad un padre che la madre di suo figlio non vivrà per una evitabile emorragia dopo il parto o ad una madre che il proprio figlio non camminerà perché non ci sono tutori per curare il piede torto bilaterale è davvero dura. Ma c’è altro, molto altro. Un’orfana sostenuta agli studi che diviene un brillante avvocato e comincia a sostenere lei stessa i bambini della sua città.

Un ragazzo cardiopatico che attraversa il mondo per venire a curarsi in Italia ed ora corre, piange, ride, gioca a pallone. 273 donne trasformatrici del pesce che essiccavano il pescato su pneumatici bruciati, sottratte allo sfruttamento e munite di mezzi idonei di lavoro che restituiscono il proprio prestito ed avviano una attività di microcredito. Una scuola di taglio e cucito che toglie dalla strada minori a rischio ed insegna loro un mestiere. E poi ancora attività di aggregazione sociale e lotta al turismo sessuale e allo sfruttamento dei minori, di informazione e sensibilizzazione sulle malattie oro-fecali e a trasmissione sessuale fino a alla riscoperta di incredibili percorsi naturalistici lungo il delta del Sine Saloum.

Nei miei occhi c’è tutto questo, ed anche di più. È per questo che continuo, nonostante i tagli alla Cooperazione, nonostante la crisi economica, nonostante l’indifferenza della gente che talvolta sfocia nella diffidenza.

È per questo che quelli come noi continuano a lavorare in modo gratuito e volontario, nel silenzio, e nel silenzio producono risultati concreti con piccoli gesti che contribuiscono a cambiare il mondo. E’ per questo che tre anni fa abbiamo lanciato il Premio di Laurea “don Gennarino Somma”, che ricordi al mondo l’esempio di un uomo piccolo che giorno dopo giorno ha contribuito davvero a cambiare il mondo.

Il Premio vuole esaltare l’impegno dei giovani che si laureano con tesi inerenti la Cooperazione Internazione, sul cui sviluppo don Gennarino ha profuso tutto il suo impegno e le sue energie, giocando un ruolo fondamentale a livello nazionale.

Sacerdote innovatore e anticonformista, professore di religione, impegnato per la promozione dei paesi in via di sviluppo, paladino della lotta per i diritti civili. Nel 1974 don Gennarino SOMMA fonda, inseme al gesuita padre Longi e molti altri, la Comunità Promozione Sviluppo, una Organizzazione di Volontariato Internazionale che ogni anno raggiunge con i suoi Progetti e le sue attività migliaia di uomini, donne e bambini nel mondo.

Ordinato prete il 27 giugno del 1954, tra gli anni ‘60 e ‘70 amplia l’orizzonte della sua missione in Senegal e in Brasile, dove il contatto con i diseredati e in particolare con i bambini getterà il seme da cui nascerà la CPS in Italia.

Nel 1968 celebra comincia ad aggregare i giovani con la “messa beat”, una messa ‘diversa’ che, in un’epoca di forte fermento culturale e sociale riporta i giovani ad affollare la Chiesa del Gesù di Castellammare di Stabia, ma con un messaggio nuovo e spesso in aperto contrasto con le gerarchie ecclesiastiche. E sempre per i giovani fonda il movimento studentesco “La Medusa”, fucina di menti brillanti da cui usciranno amministratori, ambasciatori, artisti, medici, ingegneri, architetti, cooperanti.

Nel 1974 decide di coniugare l’impegno per l’aggregazione civile con la Cooperazione Internazionale, creando la Comunità Promozione e Sviluppo, CPS, con il gesuita Padre Longi e tanti altri. Dell’associazione sarà sempre forza trainante e presenza attiva, garantendo sempre la laicità dell’organizzazione.

Non conosce paura né esitazione nel portare avanti le sue battaglie. Obiettore alle spese militari fin dal 1987, avendo saputo che la Chiesa Valdese aveva iniziato a devolvere l’otto per mille della Dichiarazione dei Redditi dei suoi fedeli a favore della Difesa Popolare Nonviolenta (DPN), entra in polemica con il Cardinale Ruini, allora presidente della CEI, chiedendogli pubblicamente in maniera provocatoria se come obiettore di coscienza alle spese militari, un sacerdote “potesse firmare” a favore della Chiesa Valdese. Per sciogliere questo dubbio, chiedeva che anche la Chiesa Cattolica facesse una scelta simile finanziando, anche se in minima parte, queste iniziative di pace. Subito dopo, anche la Chiesa Cattolica inizia a finanziare iniziative di pace.

Da ricordare la Lettera aperta, indirizzata da don Gennarino ai cappellani militari, per invitarli a riflettere sul loro ruolo in caso di guerra all’Iraq e ad una conseguente azione di ‘disobbedienza’: «E anche a voi, cari confratelli soldati, che ‘volontariamente’ avete scelto di partecipare ad una guerra da tutti condannata come immorale e contro ogni principio di diritto nazionale e internazionale, non darei l’assoluzione. […] Cari cappellani, fate un gesto coraggioso: lasciate questa organizzazione e tornate alla vostra comunità ecclesiale, dove potrete essere più uomini, più cristiani, più sacerdoti. Se tutti facessero lo stesso gesto, il mondo potrebbe realmente aspirare alla pace e testimoniare il nostro Dio come il Dio della pace. […] Solo dal basso è possibile una rivoluzione ed una conversione secondo il Vangelo di Gesù. […] Il mondo oggi ha bisogno di gesti profetici».

Strenua è anche la sua lotta per il bene comune e i beni comuni, come l’acqua pubblica contro la privatizzazione della gestione dei servizi idrici, che lo vede fianco a fianco con altri attivisti come il padre comboniano Alex Zanotelli. Per decenni è di conforto agli ammalati e a quanti avevano perso le persone care, come cappellano della Clinica Villa Stabia e del cimitero di Castellammare di Stabia.

Poco prima della morte, il 24 giugno 2007 viene insignito del premio “Stabia Più”, riconoscimento attribuito a personalità stabiesi che operano nel mondo culturale, artistico e sociale, che viene attribuito a don Gennarino Somma per l’impegno profuso per lo Sviluppo della Cooperazione con i paesi in via di sviluppo, intesa come motore di crescita autonoma delle popolazioni; per aver coniugato l’impegno religioso con l’impegno sociale, a diffondere il messaggio della giustizia e della pace, a sensibilizzare società e istituzioni locali nei confronti dei più svantaggiati della terra.

Oggi noi raccogliamo questa eredità e continuiamo perché crediamo nella solidarietà tra i popoli.

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