Driiiiiiiin… Ecco che suona la sveglia.

«Ho sonno, ancora qualche minuto». Minuti che puntualmente diventano ore. Salvo poi pentirsi e maledirsi tutta la giornata. «Oddio è tardissimo, anche oggi rimarrò in piedi per tutta la durata della lezione». E così basta una distrazione per far trasformare il tempo da prezioso alleato a perfido antagonista specialmente se il contesto di riferimento è quello universitario.

Sì, perché la lotta per accaparrarsi anche un semplice posto in ultima fila per seguire le lezioni universitarie è sempre più agguerrita con le varie facoltà rese ring di aperto scontro dai giovani studenti che, di giorno in giorno, affollano le stanze accademiche. Dopo corse a perdifiato, strade intasate dal traffico, mezzi in perfetto ritardo e umore super nero eccoci arrivati nella stanza incriminata con un unico, solo, grande quesito.

«Come mai i ragazzi in prima fila sono sempre gli stessi? Forse dormono sulla sedia? Forse sono solo mummie imbalsamate con sembianze fanciullesche?».

Quesito che, la maggior parte delle volte, balena in mente per l’intera durata della lezione facendo perdere concentrazione e attenzione.

Ma lasciando da parte l’ironia, forse, sarebbe il caso di puntare la sveglia mezz’ora prima del previsto in modo da ingannare la mente e rendere l’alzata mattutina più dolce.

Un’ultima cosa. Prima di correre fuori dalla porta di casa a ritmo Speedy Gonzales è bene fare una colazione abbondante.

Una ‘guerra’ si vince prima a stomaco pieno.

 

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