Un contributo da 1.500 euro della Fondazione Intesa Sanpaolo onlus per 36 studenti dell’Università di Palermo che, nell’anno accademico 2012/2013, abbiano avuto problemi economici, sociali o di salute. La consegna è avvenuta due giorni fa, nella Sala Magna dello Steri, dopo che una commissione valutatrice presieduta dalla docente Anna Maria Pepi (e composta da Sonia Ingoglia e Paola Maggio dell’Ateneo nonché dal consigliere della Fondazione Aniello Auricchio) ha valutato le domande arrivate dagli studenti.

Presenti il rettore Roberto Lagalla, Anna Maria Pepi, il presidente della Fondazione Intesa Sanpaolo onlus Pietro De Sarlo e il direttore della filiale di Palermo, Francesco Fricano. «Grazie alla Fondazione – dice il rettore – abbiamo consentito a 36 nostri ragazzi, in questi tempi difficili, di affrontare gli studi con maggiore serenità. Questa borsa di studio si affianca alle tante iniziative che abbiamo messo in campo quest’anno, a partire dalla concessione di contributi a interessi zero per tutti gli studenti che si iscrivono alla nostra facoltà o frequentano un master».

«Abbiamo individuato 36 studenti – dice Anna Maria Pepi – tra le 183 domande presentate, corredate da documentazione che attestava una situazione di disagio. Si tratta di ragazzi che non hanno beneficiato di altri sussidi economici previsti dalla normativa sul diritto allo studio».

I 55 mila euro dati complessivamente dalla Fondazione agli studenti dell’Ateneo derivano dalle cosiddette eccedenze di cassa, cioè da soldi non rivendicati che alla fine dei conteggi gli istituti bancari si trovano nei propri sportelli e che per obbligo contrattuale devono dare in beneficenza. «Noi abbiamo scelto di utilizzarli per borse di studio – dice il segretario della Fondazione, Pierangelo Azzali – e siamo già arrivati, con l’Ateneo di Palermo, a coinvolgere venti università. I soldi vengono dati su una carta ricaricabile intestata allo studente che può essere utilizzata per qualsiasi spesa. Bisogna aiutare chi vuole andare avanti, soprattutto chi si trova in un momento di disagio economico o familiare».

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