«I rapporti con la Regione Siciliana potrebbero essere improntati a una maggiore organicità e sistematicità. È un’anomalia, sia istituzionale che operativa, il fatto che, dopo oltre un anno dall’insediamento, il presidente della Regione non abbia trovato dieci minuti per incontrare i rettori», è quanto afferma il rettore Roberto Lagalla in un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa Italpress.

«È stato un 2013 complesso – continua il rettore – come per tutto il Paese in questo momento, ma certamente i risultati che abbiamo raccolto ci dicono che il numero delle matricole e’ in crescita, che il bilancio è in equilibrio ancora una volta e che l’applicazione della legge Gelmini in termini di adesione al nuovo statuto l’abbiamo effettuato nei tempi e con le modalità che ci eravamo dati. Pur nelle difficoltà del contesto e delle tribolazioni che non neghiamo abbiamo rispettato gli obiettivi che ci eravamo prefissati».

Lagalla parla poi di «un’insufficienza complessiva del sistema di finanziamento delle università italiane, con un taglio del 5% solo quest’anno» che «non incoraggia gli investimenti e il rilancio del sistema universitario». Ma non mancano comunque note positive, come quelle che riguardano«i lavori al Policlinico universitario, l’introduzione dall’1 gennaio delle cosiddette scuole che sostituiranno le facoltà».

Per il rettore, dunque, l’Ateneo ha avviato «un serio programma di ristrutturazione e rinnovamento, ed entro il 15 febbraio presenteremo una nuova proposta formativa, mentre – continua – stiamo lavorando per mettere a regime più rigoroso controllo dell’attività di ricerca, collegando il finanziamento dei dipartimenti alla qualità della ricerca stessa».

Riguardo alle università siciliane Lagalla spiega poi che «oggi sono sicuramente in condizione di laureare i giovani con competività. Sul piano del raccordo con l’impresa ci sono le difficoltà comparate al sistema produttivo, ma ci sono segnali di grande buona volontà, penso ad esempio all’incubatore di imprese di Palermo, diventato una realtà nazionale di grande importanza, un’esperienza straordinariamente rilevante, oserei dire un modello». Per ciò che concerne l’internazionalizzazione, il rettore sostiene che «Palermo è tra le prime cento per mobilità studentesca, Erasmus, e in più segnalo l’entrata a pieno regime del centro linguistico di ateneo, fermo da 20 anni».

Non mancano riferimenti alla ‘fuga di cervelli’: «Oggi, cadute le frontiere della conoscenza, non si può pensare che i laureati debbano essere mantenuti nella stessa sede in cui si sono formati. Siamo di fronte a una competizione globale, però certo i laureati dovrebbero poter scegliere se andar via o meno, non essere costretti a farlo. Mi piacerebbe inoltre che ci fosse un saldo in parita’ della bilancia migrazione-immigrazione. Se avessimo un flusso di studenti che scelgono la Sicilia saremmo a livello degli altri sistemi del mondo evoluto. Se il saldo è però solo emorragico, dobbiamo interrogarci sulle politiche di sviluppo di questo territorio».

Parlando, infine, con altre istituzioni (come il Comune di Palermo e altre istituzioni), Lagalla precisa che «operiamo con molta continuità». Obiettivi per i prossimi due anni di mandato? «Intendo programmare gli interventi di riqualificazione gia’ fissati sul piano del Sud: il recupero dell’area di via Archirafi; il recupero del convento della Martorana, ex sede di Architettura; riqualificare l’offerta formativa e – conclude – progredire sul piano dell’internazionalizzazione degli studi».

2 Risposte

  1. ausilia

    Vorrei chiedere al Rettore Roberto Lagalla, di pubblicare le proprie buste paga per rendere partecipi tutti noi dell’enorme distacco che sospettiamo ci sia, tra i suoi mega stipendi e quelli dei nostri genitori che con grandi sacrifici ci hanno permesso di studiare all’universitá degli studi di Palermo.

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