Il prorettore vicario e delegato alla Didattica dell’Università di Palermo, Vito Ferro, dice la sua sul ricorso di alcuni candidati accolto dal Tar di Palermo. «Procedure e modalità del test per l’ingresso ai corsi di Medicina e di Odontoiatria sono stati stabiliti dal Miur per tutti gli Atenei d’Italia», sentenzia.

Per i giudici «far compilare la scheda anagrafica prima dello svolgimento dei test ed esporla sul banco accanto al documento di riconoscimento, ha consentito la conoscenza del codice identificativo abbinato a ciascun candidato prima della compilazione dei questionari, con conseguente rilevante violazione del principio dell’anonimato».

Ferro fa poi presente che «ammetteremo in soprannumero coloro che hanno vinto il ricorso così come stabilito dai giudici, nella consapevolezza che abbiamo rispettato le procedure del ministero e non abbiamo avuto alcun margine di discrezionalità».

L’Università di Palermo, come gli altri Atenei italiani, ha dovuto già precedentemente, per legge, accogliere in sovrannumero tutti i candidati che sarebbero stati ammessi ai corsi grazie al bonus maturità, previsto come novità dell’anno e poi abolito il giorno stesso della prova. «A Palermo – spiega Ferro – si tratta di 114 candidati, che adesso hanno facoltà di iscriversi all’anno accademico 2013/2014 oppure al prossimo, il 2014/2015. Per chi si iscrive al 2013/2014 è obbligatoria l’iscrizione part-time perché un semestre di lezioni è già trascorso, e a Medicina la frequenza dei corsi è obbligatoria. Potranno recuperare metà delle lezioni del primo semestre attraverso due corsi di recupero che abbiamo appena attivato: uno in Fisica e l’altro in Chimica e propedeutica alla Biochimica. Queste materie pesano 12 cfu sui 24 complessivi delle materie del primo semestre. Le altre, per un totale di altri 12 cfu, potranno essere sostenute il prossimo anno».

I “sovrannumerari” che, all’indomani della legge che li ha ammessi, si sono già iscritti a Medicina per l’anno in corso pagando tasse e contributi full time, avranno restituito con conguaglio la quota eccedente a quella prevista per il part time.

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