L’associazione Run si è espressa sulla scelta dell’Università di Agrigento di tagliare la propria offerta formativa, eliminando i corsi di Ingegneria informatica e gestionale e Servizio sociale:

«Gli studenti che frequentano il Polo distaccato di Agrigento dell’Università degli Studi di Palermo e i potenziali nuovi iscritti del prossimo anno non possono certo stare tranquilli. Grazie alla collaborazione con la rappresentanza studentesca del Polo, siamo venuti a conoscenza di una delibera in cui il Consiglio d’Amministrazione ha reso nota la proposta per l’offerta formativa del prossimo anno. Nulla di male fin qui, se non fosse che dei 6 corsi che al momento sono attivi presso la struttura decentrata solo 2 hanno la sicurezza di rimanere attivi.

La delibera introduce la notizia con questa premessa: “La Presidente comunica ai presenti che a seguito della nota inviata dall’Ateneo Palermitano è urgente deliberare sull’offerta formativa per l’anno accademico 2014/15 e, data la difficile situazione del bilancio del Cupa (Consorzio Universitario Polo di Agrigento), è necessario fare riferimento a elementi contabili, finanziari e di opportunità didattica per poter trattare la problematica nel modo più completo possibile”.

Sono attualmente attivi al Polo di Agrigento i seguenti corsi:

  • Architettura a ciclo unico (quinquennale)
  • Giurisprudenza a ciclo unico (quinquennale)
  • Ingegneria informatica e gestionale (triennale)
  • Servizio Sociale (triennale)
  • Beni Culturali (triennale)
  • Specialistica in Archeologia (biennale)

Prosegue la delibera: “Tali corsi, attivati già da tempo presso il Polo di Agrigento, sono fortemente radicati nel territorio e rispondenti alle aspettative espresse dagli studenti di riferimento. Il costo supportato dal Consorzio (Cupa, sopracitato), per la citata offerta formativa, per l’anno 2013/14, è pari ad 1.835.203,00 (35% costo complessivo dei CC.dd.LL). Mantenendo la stessa offerta formativa per l’anno accademico 2014/15 il costo a carico del Consorzio sarebbe pari a 2.650.290,00 (50% del costo complessivo dei CC.dd.LL.)”.

L’ampia premessa in cui viene specificato il “radicamento nel territorio e la risposta alle aspettative degli studenti’ dovrebbe far ben sperare se non fosse per la notizia annunciata dalla delibera in cui, in tre punti, viene stabilito che sarà necessario:

  1. Mantenere, per l’anno accademico 2014/15, i Corsi di Laurea in Giurisprudenza Magistrale a ciclo unico quinquennale e in Architettura Magistrale a ciclo unico quinquennale.
  2. Mantenere, ove l’Ateneo riducesse la comparteipazione al 35% rispetto all’attuale 50%, anche il Corso di Laurea in Beni Culturali triennale ed il Corso di Laurea Specialistica in Archeologia biennale.
  3. Incaricare, ai sensi e per gli effetti dell’art. 16 del vigente Statuto consortile, la Presidente dell’esecuzione della presente deliberazione.

Di notevole importanza sono i primi due punti in cui, implicitamente, viene affermato che dei 6 Corsi di Laurea esistenti solo 2 saranno sicuramente attivi il prossimo anno, 2 saranno in forse e 2 (Servizio Sociale e Ingegneria) saranno disattivati. Ma come? Non erano Corsi ben radicati nel territorio che avevano riscosso una buona risposta dagli studenti?

La disattivazione di questi corsi comporterebbe non solo agli studenti attualmente frequentanti di trasferire i loro studi presso la sede centrale di Palermo, con tutte le difficoltà del caso, ma anche il blocco delle iscrizioni che dal prossimo anno ne decreterà la fine presso il Polo di Agrigento.

La notizia ha già allarmato gli studenti dell’agrigentino che si sono già attivati per una raccolta firme a sostegno della loro protesta e di alcuni dubbi che ora vengono più che mai a galla: può un Polo decentrato che ospita “solo” 6 Corsi di Laurea costare più di 5 milioni di euro all’anno? Perchè le tasse degli studenti, quasi 5.000 quelli di Agrigento, sembrano non bastare mai e i servizi sono sempre meno e più scadenti? Ricordiamo inoltre che solo il 16 gennaio scorso usciva sui giornali la notizia che documentava un ringraziamento da parte del Preside del Polo, Prof.ssa Maria Immordino, nei confronti della deputazione agrigentina all’Ars che aveva permesso l’approvazione della norma ‘che prevede l’aumento dei fondi ai consorzi universitari e nella fattispecie allo stanziamento di un milione e seicentomila euro per il Polo agrigentino. – continua la Preside Immordino – L’impegno dei nostri Parlamentari, ha dato buoni frutti e concesso alle strutture come quella del Polo, di tirare un sospiro di sollievo. Grazie a questi fondi, sarà garantito il buon funzionamento della macchina amministrativa in modo da garantire un migliore servizio alla nostra comunità con una adeguata programmazione di tutte le attività”.

Il disagio potenziale che questa decisione, dettata dalla politica di spending review di cui l’Università degli Studi di Palermo sembra essere diventata la prima sostenitrice, graverebbe molto sugli studenti. Molti di loro infatti, frequentano il Polo di Agrigento proprio per l’impossibilità economica o materiale di potersi spostare o viaggiare continuamente verso Palermo. La Run si è già messa in moto, ponendo la questione al primo Consiglio di Struttura di Raccordo della Scuola delle Scienze Umane e del Patrimonio Culturale. Il prossimo obiettivo sarà quello di portare l’argomento anche all’interno della prossima riunione del Consiglio d’Amministrazione dell’Ateneo.

Testo della Delibera del 24 gennaio 2014».

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