Ci sono parole che ci aiutano a riflettere, a sperare, ad avere fiducia; parole magiche capaci di darci vigore e ristorarci in tempo di crisi. Sono vitamine per l’anima.

Ci sono parole tossiche che rendono tutto più difficile. Ci bloccano, ci demoralizzano, frantumano la nostra forza. Sono parole che avvelenano l’anima.

Tutti noi abbiamo, e a volte, nostro malgrado, sperimentato questa forza dirompente insita nelle parole.

«Le parole, anche le più effimere, sono fatti, pesanti come mannaie, lasciano segni profondi». (Aldo Busi)

Come mai la parola può caricarsi di tanto potere?

Perché possiede una forte valenza suggestiva. La parola, appena pronunciata, crea un’immagine mentale di ciò che la parola significa.

Non pensare ad un Elefante rosa… nimpossibile! Ci stai già pensando! Dico “gatto” e l’immagine di un gatto si forma, magicamente, nella nostra mente. Che ci piaccia o no. Per me sarà nero e piccolo. Grande e bianco per te. Ognuno avrà il suo “gatto”.

L’immagine è strettamente legata alle nostre esperienze vissute in modo diretto o in modo indiretto.

Se non abbiamo mai visto un gatto reale, poco importa. L’immagine mentale verrà elaborata attingendo dalle nostre esperienze indirette quali un film o una favola.

Ma non finisce qui. Questo gatto (mentale non scordiamolo!) suscita anche emozioni e stati d’animo.

Che tipo di esperienza abbiamo avuto con il “gatto”? Gradevole?

Allora la parola gatto evocherà emozioni positive. Diciamo che ci suggestionerà positivamente!

È stata un’esperienza sgradevole? Bene, la parola “gatto” causerà reazioni magari inaspettate ed esagerate! Del tipo «Non pronunciare quella parola che già sto male!!».

E il malcapitato non sta drammatizzando. Purtroppo sta veramente male!

La parola può quindi essere considerata un’etichetta che ci consente di accedere a stati emozionali e ad esperienze che accumuliamo nel corso della nostra esistenza.

La parola finisce con evocare tutto ciò. Comunicare è dunque suggestionare!

Tutti siamo sensibili alla suggestione delle parole ovviamente ciascuno con modi e livelli di intensità e di suggestionabilità diversi.

Quanto siete consapevoli del potere delle parole di rendere migliori e più efficaci le relazioni interpersonali? Quanto potete rendere migliore il mondo attorno a voi con le vostre parole?

A proposito dell'autore

Zico (per gli amici) è nato nell'86 e vive a Palermo. Il sociale riempie la sua vita da sempre: scout, associazionismo, clowntherapy e qualsiasi attività che si possa fare "insieme". Sviluppa ottime competenze nelle relazioni pubbliche e nella costruzione di network analogici e digitali. Prosegue il suo percorso nella Medicina per comprendere meglio l'essere umano e le sue relazioni, dopo un passato nel mondo del web e dell'informatica presso l'I.T.I. Volta. Ha rivestito diversi ruoli di rappresentanza istituzionale (mantenendosi sempre lontano dalle ideologie partitiche di destra o sinistra), presidenza e coordinamento in ambiti associazionistici come la clowntherpay, la pedagogia medica e in diverse attività imprenditoriali e sociali creando momenti di collaborazione e laboratori per nuove progettualità. Adesso il suo obiettivo è costruire reti e idee imprenditoriali di valore tramite la condivisione di ideali e progetti. Ha una ottima flessibilità e dinamicità, orientata al raggiungimento degli obiettivi attraverso un lavoro di squadra basato sulle competenze e la risoluzione dei problemi, senza dimenticare il benessere della squadra stessa. Sfruttando la sua esplosività con una buona dose di empatia e impertinenza.

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