Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa Udu:

«Tre giorni fa presso gli edifici dell’ex Facoltà di Lettere e Filosofia erano tappezzati da locandine con su scritte insinuazioni e maldicenze nei confronti della nostra Associazione. Le locandine, realizzate dagli studenti (?) del Collettivo Universitario Autonomo, erano accompagnate da una serie di striscioni e manifesti contro il nuovoPresidente della Scuola delle Scienze Umane e la sua politica di assegnazione degli spazi dell’Ex Facoltà. Quando alcuni rappresentanti dell’UDU sono andati a Lettere con l’intento di rimuovere le locandine sono stati verbalmente e fisicamente invitati a lasciare gli spazi della Facoltà arrivando al contatto con alcuni del Collettivo. Nessun morto e ferito per fortuna ma sono volati spintoni, rotti occhiali e schiacciate mani (anche a ragazze) che stavano tentando di strappare locandine ricche di ingiurie ingiustificate.

Facciamo un breve ex cursus dei fatti che hanno portato agli avvenimenti di ieri (utile probabilmente anche agli stessi membri del Collettivo).

Con la scomparsa delle Facoltà e l’istituzione delle Strutture di Raccordo gli edifici in cui tutti i giorni abbiamo fatto lezione hanno subito una riassegnazione delle competenze relative alla gestione che, dalle vecchie Facoltà, è passata ai Dipartimenti e alle nuove Strutture di Raccordo. Uno dei primi compiti di tutte le nuove Scuole (Strutture) è stato quello diriorganizzare gli spazi di loro competenza in funzione della nuova divisione. A tal proposito ogni Consiglio di Struttura ha ricevuto copia della planimetria degli spazi gestiti in allegato allarichiesta, da parte dell’Amministrazione di Ateneo, di dare comunicazione della destinazione d’uso dei singoli spazi.

In questi giorni quindi, in tutte le Strutture di Raccordo si stanno riassegnando alle Associazioni Studentesche gli spazi da loro gestiti fino ad oggi, le cosiddette aulette. Il criterio che da sempre regolamenta l’assegnazione di questi spazi si basa sullarappresentanza eletta tra gli Studenti delle Associazioni richiedenti, o almeno così era in tutte le Facoltà tranne che in quella di Lettere e Filosofia. A Lettere l’assegnazione degli spazi, come tante altre cose in Facoltà, era gestita “internamente”, senza alcun tipo di bando o di criterio ufficiale evidente secondo cui si prendevano le scelte. L’UDUcomunque, non avendo negli ultimi anni avuto una rappresentanza eletta nella Facoltà, non aveva mai avuta assegnata nessuna auletta.

Quando il Consiglio di Struttura ha discusso in merito all’assegnazione delle aulette, il neo-eletto Presidente Cusimano ha espresso la sua volontà di procedere ad un’assegnazione ufficiale delle stesse e che questa passasse dal criterio della rappresentanza già adottato in tutte le altre Strutture. È evidente che Associazioni come il Cua avrebbero dovuto rendere conto della gestione degli spazi che hanno vantato fin’oggi, arrogandosi il diritto di appropriarsi di uno spazio di tutti gli studenti in virtù di non si sa che cosa.

Non si sa che cosa anche perché, al di là della mancanza di partecipazione alle elezioni per i Rappresentanti degli Studenti, il CUA non può certo vantare un ruolo di protagonismo nella promozione culturale e sociale all’interno dell’Università, protagonista com’è di un’attività singhiozzante che non esiste se non in occasione di occupazioni e atti di denuncia gratuita contro le istituzioni spesso non riguardanti gli interessi degli Studenti. L’Udu Palermo ha espresso in quella sede, esprime ed esprimerà sempre il proprio favore e consenso di fronte a qualsiasi azione che tenda a valorizzare la rappresentanza per la quale e attraverso la quale ci impegniamo ogni giorno.

Questo ha probabilmente scatenato l’ira del Collettivo che ha visto nella posizione dell’UDU un accanimento contro la gestione del loro spazio autogestito di cui noi di fatto non abbiamo mai parlato con nessuno. L’unica cosa che l’Udu ha fatto è stata scrivere una email al Presidente Cusimano chiedendo spiegazioni relativamente all’ennesima festaorganizzata a Febbraio dal Collettivo all’interno dell’atrio della Facoltà di Lettere. L’email è nata dalla rabbia della nostra Associazione che ha, come tutte le altre associazioni, ormai da un anno negata la possibilità di poter organizzare una festa all’interno della Cittadella Universitaria e che vede questo diritto garantito a chi dichiara periodicamente un’occupazione temporanea della Facoltà per organizzarci dentro una festa.

Non abbiamo mai chiesto a nessuno di “sgomberare” gli spazi del Cua né pensiamo che il box autogestito sia chissà quale cancro da estirpare. Crediamo tuttavia che sarebbe da omertosi e scorretto opporsi alla volontà del Presidente di valorizzare la Rappresentanza Studentesca nell’assegnazione di spazi che altrimenti sarebbero a disposizione di tutti gli Studenti. Il CUA deve avere diritto alla gestione di uno spazio in virtù delle sue intenzioni di far essere, con o senza la rappresentanza, quello un luogo di promozione e servizio per tutti gli studenti, non certo in virtù di una prepotente lotta contro “il potere” e le istituzioni universitarie.

Crediamo che in fondo il rischio di non avere assegnato lo spazio sia determinato dallo stesso motivo per cui ieri gli studenti dell’UDU arrivati a Lettere sono stati aggrediti al suono di “noi con voi non abbiamo niente di cui parlare”. La mancanza di capacità di dialogo che caratterizza gli studenti che oggi abbiamo incontrato difficilmente può trovare spazio all’interno di un sistema che dia garanzie a tutti quelli che le meritano. Anche il Collettivismo e l’opposizione può trovare il proprio spazio nella cultura e nella gestione della nostra Università, anche i Collettivi però devono rispettare chi sottosta quotidianamente alle regole, convinto che anche quello che va cambiato necessita di essere rivoluzionato dall’interno e non attraverso prepotenza e arroccamento.

Ci auguriamo che il rapporto tra i Collettivi e le Istituzioni che sono chiamate a gestire Unipa possa approdare ad una convivenza più civile. Ci auguriamo che anche i Collettivi possano, anche se con posizioni differenti dalle nostre, contribuire alla difesa dei Diritti degli Studenti esattamente come l’Udu fa ogni giorno da ormai 15 anni.

Resta il fatto che la violenza non è in alcun modo ammissibile termine di confronto e che l’Udu condanna e condannerà sempre, lottando affinché questo non avvenga, ogni atto di violenza verbale o fisico come quello subito ieri dai nostri Rappresentanti».

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