Non importa quale sia il vostro metodo di studio, la regola per ogni universitario che si rispetti è prendere appunti. Carta e penna, cari i miei giovani accademici, sono i vostri migliori amici. Per questo dovreste prendere la bella abitudine di girare sempre con un pezzo di carta in tasca e una Bic a portata di mano. Scrivere – che se ne dica bene o male – ha due vantaggi fondamentali. Aiuta a fissare le informazioni nel cervello e ti obbliga a riflettere su quello che stai scrivendo. Se impari più cose mentre prendi appunti, insomma, dovrai studiarne di meno a casa.

Ma, i più accaniti sostenitori di scritte, scarabocchi e fogli volanti sapranno bene che prendere semplicemente appunti non basta. Ciò che conta è prenderli in maniera giusta e comprendere ciò che si riporta sulla carta per permettere alla mente di focalizzarsi a sufficienza su ciascun elemento e creare dei collegamenti a livello inconscio. Per questo quello che studierete vi rimarrà più impresso.

Ma veniamo al nodo. Scrivere bene significa scrivere lentamente, il che potrebbe portarvi a perdere dei passaggi importanti. Dovete trovare pertanto il modo di scrivere il più possibile, nella maniera più efficace e nel minor tempo che potete. Bisogna sottolineare che da quando c’è il computer si scrive sempre meno e la grafia diventa incomprensibile.

Non demoralizzatevi però. Tenete presente che non vi trovate a un concorso letterario e non dovete impressionare nessuno quindi – facendo un po’ d’attenzione, togliendo di mezzo geroglifici e segni incomprensibili a voi stessi – potete ad esempio utilizzare abbreviazioni per risparmiare tempo, eliminare parole superflue e andare dritti al concetto e, perché no, sottolineare le frasi importanti con i punti esclamativi!!!

A rendere i vostri appunti efficaci poi ci pensano le ancore. Cosa sono? Come? … lo sapete benissimo, si tratta delle personalizzazioni di un testo, le cosiddette storture, scarabocchi, pasticci e chi più ne ha più ne metta come un segno a penna, uno schizzo, un breve disegno, una piegatura sulla pagina. Insomma qualsiasi segno visivo che non è una lettera perfetta è un’ancora.

I cosiddetti brutti segni, però, sono molto importanti nello studio, perché aiutano la mente a fissare le informazioni. Ok vi faccio un esempio. Poniamo il caso che dovete ricordare la data di inizio della seconda guerra mondiale, 1939. Diciamo che avete scritto male il secondo 9, e assomiglia a uno 0. Quindi rileggete male 1930. Vi fermate, prendete la penna e correggete l’errore. Quando dovrete ricordare questa data, il vostro cervello automaticamente andrà a pensare a quel numero scritto male. E ve lo ricorderete subito. Provare per credere.

Fatti due conti sarete d’accordo che prendere appunti salva la vita. Nel mio caso munirmi di carta, penna e dedizione durante le lezioni mi ha risparmiato da molte ore di studio sul libro. Sono nozioni concentrate e semplici da memorizzare.

Starete pensando… ma che barba e che noia (per richiamare la mitica Sandra Mondaini) stare attenti e rimanere concentrati per tutta la durata della spiegazione soporifera. Certo meglio scherzare col collega vicino o fare progetti per il pomeriggio o la serata, pensare alla partita di calcetto da organizzare o allo shopping con le amiche. Tutto molto più divertente.

Ma se avete seguito bene il post il succo del discorso risiede nel fatto di perdere qualche ora del vostro prezioso tempo – quelle in cui siete comunque all’interno di un’aula universitaria – e sfruttarle al meglio per comprendere le nozioni fondamentali e, poi, con meno lavoro sulle spalle da svolgere a casa realizzare concretamente tutti i programmi che volete.

Non vi convince ancora il concetto? Beh per i più pigri c’è il registratore vocale…

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