L’università italiana è sempre più social. Informazioni precise, aggiornamenti costanti, account aperti su Facebook e su Twitter alla velocità della luce, o per meglio dire a suon di click o hashtag. Insomma, nell’era del 2.0, tutto è possibile e anche gli atenei del Bel Paese sembrano adattarsi alle nuove regole dell’informatizzazione, offrendo agli studenti la possibilità di dialogare e confrontarsi pur rimanendo dietro un pc.

Insomma per dirla tutta, le università italiane sono sempre più aperte ai loro giovani e, di conseguenza, trasparenti. A fotografare per la prima volta la presenza sul web dei nostri atenei è la ricerca #socialUniversity, condotta dal “Centro Nexa su Internet & Società” del Politecnico di Torino. La mappatura ha rilevato che l’80 per cento delle università ha almeno un account Facebook, il più diffuso dei social network, e il 76 per cento cinguetta su Twitter. Ben il 61 per cento infine gli atenei con un account Youtube.

A guidare la carica delle “social università” sono i centri del Nord dove la presenza sul mondo online tocca la quota del 90 per cento degli atenei, mentre al Sud ristagna al 45 per cento. Una menzione particolare va fatta all’Università degli Studi di Palermo che, ad oggi, conta 14 mila affezionati seguaci su facebook e quasi 3000 su twitter.

Ma la domanda sorge spontanea. Cosa combinano le facoltà in Rete? Semplice, la ricerca individua come Facebook venga usato soprattutto per interagire con gli studenti, Twitter funzioni invece per la diffusione delle notizie. Youtube, invece, considerato il terzo social network, viene principalmente utilizzato per condividere estratti di conferenze, materiale promozionale e lezioni.

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