Nove anni fa ero uno studente di Ingegneria Informatica. Sebbene lavorassi già come programmatore, non avevo lasciato indietro nessun esame.

Usavo un foglio di calcolo per ipotizzare quanto poter sbagliare agli esami senza negarmi una laurea con lode. Ottima abitudine: dei tredici migliori del corso, laureati con 110 e lode con perfetto tempismo, ero quello con la media più bassa e l’unico che lavorasse già nel settore.

Ma forse mi ero un po’ montato la testa quando arrivai all’ultimo esame del secondo anno: economia per ingegneri. Dovete infatti sapere che all’epoca avevo un ego quanto il pianeta Saturno, anelli inclusi. Soprattutto, mi ritenevo invincibile! Sì, il prototipo dell’idiota che non sa di esserlo.

Al secondo tentativo riesco ad azzeccare lo scritto con un 27 che oggi definirei lusinghiero e generoso, ma che all’epoca era appena sotto quanto ritenessi accettabile. Ma questo non significa che avessi una preparazione adeguata.

In pieno delirio da nuovo ordinamento, alcuni esami si passavano col solo scritto, ma io no! Io volevo fare lo sborone! Quindi con le nozioni di economia che si apprendono dai lucidi (il libro era per gli sfigati! unouno!!! undici!) mi presento all’orale. Lo ricordo come fosse ieri: era il 27 Luglio e faceva caldo, anzi, caldissimo in quel dipartimento di Ingegneria Gestionale.

Quindi abbiamo il seguente scenario: sborone, ignorante e fuori casa.

Poco prima che il prof. (che centrava un punto e mezzo su tre) interrogasse la mia collega di studi, chiesi del bagno.

Lui, con un fare un po’ strano, sentenziò:

«Questo è un dipartimento! E come in tutti i dipartimenti, i bagni sono in fondo, a destra!»

Ero perplesso per la natura della risposta, ma con sommo stupore mi accorsi che aveva ragione lui. In fondo a destra trovai il bagno.

Urinando come se non ci fosse un domani, ebbi il tempo di riflettere che mille altre volte mi successe che i bagni fossero “in fondo a destra”. Che coincidenza.

Mancava il sapone. Se c’è una cosa a cui tengo, è che ci sia sempre sapone nei bagni e sono spietato su TripAdvisor quando questo non accade, quelle rare volte che faccio vita mondana.

Rientrando in aula, ritrovai la collega V. alla quale dissi che se il mio esame fosse andato bene, avrei detto al prof. della mancanza di sapone e non gli avrei stretto la mano, per ovvi motivi…

E venne il mio turno. Sarà stata la calura estiva, sarà stata la mia necessità fisiologica, ma il prof. mi sembrò particolarmente scocciato. Iniziò dunque a farmi pelo e contropelo. Ammetto che le mie risposte non furono all’altezza del mio ego. La povera V. cercava di suggerirmi, ma non solo non colsi, ma il prof. minacciò che le avrebbe fatto il libretto a brandelli!

Dopo soli dieci minuti di esame il prof. disse:

– “Senta, ho sentito abbastanza… Le do la possibilità di ritirarsi confermando il 27. Accetta?”

– “Dove devo firmare?”

E firmai. E gli strinsi la mano. E me ne andai al mare.

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