Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Alessandro Bruno (rappresentante in Senato Accademico dell’ateneo di Palermo, degli Assegnisti di Ricerca) e Gianni Toscano (rappresentante in Senato Accademico dell’ateneo di Messina, degli Assegnisti e dottorandi di ricerca):

«Giorno 2 aprile, presso i locali dell’Assessorato Regionale alla Formazione, si è svolto un incontro tra l’assessore Nelli Scilabra e i rappresentanti agli organi superiori di ateneo della Regione siciliana. L’incontro aveva come tema principale la nuova legge sul diritto allo studio. Anche la rappresentanza degli assegnisti e dei dottorandi di ricerca è stata convocata, all’incontro erano presenti Alessandro Bruno e Gianni Toscano.

Gli interventi dei rappresentanti del mondo della ricerca, in quel consesso, è stato rivolto all’assessore Scilabra e a tutto l’ufficio di gabinetto dell’Assessorato regionale alla Formazione per una maggiore collaborazione nei confronti del mondo della ricerca, in funzione di quelle misure regionali ed europee che la Sicilia deve utilizzare come trampolino di lancio per investire e puntare per ottimizzare i risultati della ricerca di base e della ricerca applicata. In particolar modo si è chiesto di attenzionare la sovvenzione globale “Sicilia futuro” che prevede il finanziamento di diverse decine di milioni di euro per il finanziamento di borse di studio e assegni di ricerca.

Gli atenei siciliani, ad oggi, soffrono la diminuzione della quota premiale dei fondi ordinari erogati dal ministero per motivazioni che non sono in toto assimilabili al merito, ma anche alle condizioni economiche della nostra terra. Proprio per questo in rappresentanza degli assegnisti di ricerca e dei dottorandi di Palermo e Messina, è stata chiesta la costituzione di un osservatorio regionale della ricerca, composta da rappresentanti di tutti gli status di ricercatore (dottorandi, assegnisti, ricercatori, professori associati, professori ordinari), che insieme all’assessorato regionale alla formazione dovrebbe massimizzare la funzione di investimento dei fondi europei che spesso rimangono solo una chimera.

L’intervento ha avuto un riscontro positivo, e in ragione di ciò ci aspettiamo e speriamo che si effettui un intervento tempestivo. Per il futuro ed il presente della nostra generazione, per chi vuole mettere in gioco la propria voglia di fare ricerca in Sicilia. Abbiamo le risorse umane per poter fare bene e per poter migliorare i risultati della ricerca su tutti i settori scientifico disciplinari. Abbiamo bisogno anche dell’aiuto delle istituzioni».

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