Pubblichiamo una nota di Riccardo Aulico, della Run:

«Si è riunito lunedì 7 aprile 2014 il Consiglio della Scuola delle Scienze Umane e del Patrimonio Culturale. La prima cosa da sottolineare, da quanto evidenziato dai rappresentanti della Run presenti al Consiglio, è come la seduta sia stata convocata con netto ritardo rispetto a delle scadenze cui la Scuola avrebbe dovuto rispondere da lì a pochi giorni.

Da notare dunque un netto ritardo nella convocazioni di un Consiglio di una Scuola che al momento è ancora sprovvista di un regolamento interno e di cui i rappresentanti stessi hanno pressato per la creazione celere tramite i lavori della commissione preposta. In Consiglio sono stati affrontati pochi punti relativi all’offerta formativa dell’anno prossimo e alle supplenze e docenze a contratto. Il punto che più era atteso e suscitava maggiore interesse, anche perché da mesi diverse associazioni tra cui la Run si sono spese nella raccolta firme a sostegno della proposta, è stato quello relativo agli appelli per i fuoricorso e i laureandi.

Abbiamo già documentato in più articoli il modo in cui la Run si sia mossa in questi mesi per affrontare la problematica e nella proposizione di soluzioni reali e fattibili. Il 27 marzo scorso, dopo un colloquio con il neo presidente della Scuola, il prof. Girolamo Cusimano, si era palesata l’ipotesi di un eventuale appello straordinario a maggio, come controproposta alla richiesta per il mese di aprile, per i laureandi e per gli studenti fuori corso. Nel Consiglio di lunedì si attendevano dunque ancora novità in merito alla vicenda e soprattutto conferme sull’ipotesi avanzata dallo stesso presidente. Lunedì la smentita.

Il presidente della Scuola ha annunciato che, come evidenziato anche dallo stesso delegato alla didattica prof. Gioacchino Lavanco, su indicazione degli organi superiori dell’Ateneo, a maggio non sarebbe stata possibile alcuna sessione straordinaria per ‘l’impossibilità di istituire alcun tipo di appello durante lo svolgimento del periodo didattico di lezioni‘. La soluzione alternativa è stata dunque la seguente: visto e considerato che la distanza in termini di giorni dall’ultimo e potenziale appello utile per i laureandi e la sessione di laurea è stata ridotta da 30 a 20 e che la sessione ordinaria per gli studenti di anni successivi al primo è prevista dal 16 giugno al 19 luglio, si procederà in modo diverso per i corsi dell’ex Facoltà di Lettere e Filosofia e per quelli dell’ex Facoltà di Scienze della Formazione che hanno spesso posto le sessioni di laurea in periodi diversi (dal 16 luglio per la prima e dal 22-23 luglio per la seconda).

Per prima cosa tutti gli studenti, sia in corso che fuori corso, potranno usufruire di tre appelli estivi di esami. Di conseguenza i laureandi dell’ex Facoltà di Lettere e Filosofia potranno dare l’ultima materia in vista della laurea entro e non oltre il 25 giugno; quelli dell’ex Facoltà di Scienze della Formazione entro i primi di luglio.
Questa soluzione non ci ha convinto molto per diverse ragioni:

  • Ai laureandi della Facoltà di Lettere e Filosofia è concesso fin troppo poco tempo per poter sostenere le ultime o l’ultima materia in vista della laurea.
  • Tutto questo rappresenta una criticità per gli studenti iscritti ai Corsi Singoli che entro il 10 giugno dovranno presentare la domanda per accedere al bando per l’abilitazione all’insegnamento.
  • Ai sensi dell’Articolo 22, comma 4 punto c del Regolamento didattico di Ateneo, il Calendario didattico d’Ateneo deve prevedere “lo svolgimento di eventuali ulteriori appelli riservati ai fuori corso anche nei periodi di lezione”. Se infatti per i laureandi è ammissibile un ragionamento di “impossibilità” di inserimento di appelli straordinari durante il periodo didattico, questo diventa più fattibile se si parla di fuori corso che non hanno lo stesso bisogno di frequentare le lezioni al fine di poter sostenere l’esame.

In attesa della nota ufficiale del presidente dove verranno comunicate tutte queste novità, la Run continuerà a pressare affinché non sia definitivamente accantonata l’ipotesi di un appello straordinario e che, qualora sia invece rispettata la soluzione alternativa proposta dal Consiglio, non ci siano problemi di realizzazione e di svolgimento».

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