Gli era stata preferita per ben due volte l’aspirante ricercatrice Serena Marcenò e per due volte Fulvio di Blasi si è rivolto al Tar di Palermo, ottenendo ragione. È quanto accaduto a un aspirante ricercatore per la Facoltà di Scienza della Formazione, che ha presentato un doppio ricorso, seguito dall’avvocato Giuseppe Nicastro, per chiedere l’annullamento dei decreti del rettore con cui sono stati approvati gli atti della procedura di valutazione comparativa per la copertura del posto di ricercatore.

Come riportato su BlogSicilia.it, il candidato sconfitto due volte in tutti e due i casi aveva ribadito che la Commissione aveva disatteso i criteri e le modalità di svolgimento delle prove. Era stato deciso per la seconda prova scritta, di sostituire la stessa «con una prova pratica, consistente nella lettura e traduzione in lingua inglese di un testo. I testi saranno tradotti per iscritto».

Come si legge nella sentenza, la commissione «avrebbe omesso di far svolgere una fase saliente della predetta prova pratica in relazione alla lettura del testo in inglese. Il mancato svolgimento della prova di “lettura” è fatto incontestabile. Ma i giudici non hanno dubbi: «il mancato svolgimento della fase di “lettura” del testo costituisce indice sintomatico di illegittimità degli atti impugnati per violazione dei criteri a cui la stessa Commissione si era autovincolata». Motivo per cui la valutazione tra i due candidati si dovrà nuovamente rifare.

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