Cresce l’allarme negli USA per l’uso di farmaci stimolanti per passare i test universitari.

Lo denuncia uno studio del “Cohen children’s medical center” di New York che ha analizzato dati e risposte di oltre 600 studenti degli atenei più frequentati negli Stati Uniti d’America.

Il 69% degli studenti analizzati, infatti, ha dichiarato di fare uso di medicinali in modo da combattere “il disordine dell’attenzione“, pur senza soffrire la patologia in sé.

Nel 66% dei casi, invece, farmaci come il “Ritalin” sono serviti per sostenere gli studenti durante lo studio.

Più di un quarto dei giovani, inoltre, ha ammesso di aver utilizzato i medicinali in questione otto o più volte in un anno.

Da sottolineare, poi, che più del 30% degli studenti interpellati hanno dichiarato che non ritengono l’uso di stimolanti un comportamento irregolare.

In Italia, sull’argomento si è espresso Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti“, per cui è preoccupante l’elevato numero di giovani che assume sostanze che «nei fatti “dopano” le facoltà cerebrali. Cifra che è ignota al momento in Italia, mentre sarebbe opportuno conoscere, almeno statisticamente, quanti giovani italiani utilizzano medicinali per sostenersi negli studi, alla luce del fatto che molti di questi farmaci possono essere acquistati a buon mercato online e quindi senza alcun controllo».

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