I criteri di accesso alle facoltà universitarie a numero programmato e la fuga all’estero degli studenti, costretti a ricorrere ai corsi universitari all’estero per aggirare la normativa italiana  sono al centro di un’interrogazione al ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini, e al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, promossa dai senatori Bruno Mancuso – primo firmatario -, Pippo Pagano, Salvatore Torrisi e Antonio D’Alì.

«Il diritto allo studio rappresenta uno dei principi fondamentali per la persona, garantito dalla Costituzione Italiana», scrivono i Senatori nell’interrogazione, nella quale evidenziano come, per effetto delle normative sul numero programmato ed i rigidi criteri di valutazione dei requisiti minimi d’accesso (legge 264/99 e Decreto“Ava”n°47 del 30.1.13) oggi il 57% dei corsi di laurea in Italia presenta barriere all’accesso e che il nostro Paese conta per la fascia d’eta 30-34 anni una percentuale di laureati (20%) di gran lunga inferiore alla media europea (32%).

Considerate anche le sentenze del Consiglio di Stato che ha osservato come l’ammissione ai corsi di laurea non dipenda dal merito del candidato bensì da fattori casuali ed aleatori e che lo svolgimento della prova unica nazionale nello stesso giorno per tutti gli atenei comporti per ciascun candidato un’unica possibilità di concorrere in una sola università e per una sola graduatoria, i senatori chiedono al Ministro Giannini se intenda rivedere o sopprimere l’articolazioni delle norme in questione al fine di evitare la continua emigrazione di risorse umane qualificate, se intende abolire in particolare il test per la Facoltà di Medicina e promuovere il cosiddetto “modello francese”, con un primo anno aperto a tutti e sbarramento finale ed infine quali azioni il Ministro intende promuovere per garantire il libero accesso alla formazione universitaria ed al diritto allo studio e quali normative intende introdurre per disciplinare le iscrizioni agli Albi con regole specifiche per diplomi di laurea conseguiti all’estero.

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