I rappresentanti degli studenti all’interno del CdA dell’Ersu di Palermo, Giovanni Dennis Lattuca e Simona Perricone si rivolgono in una missiva al presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, all’Assessore all’Economia, Roberto Agnello, e all’Assessore all’Istruzione e alla Formazione, Nelli Scilabra, nonché al Commissario ad acta dell’Ersu di Palermo, Filippo Castiglia, in merito alle problematiche relative al diritto allo studio e all’Ersu di Palermo.

Il 16 giugno scorso i rappresentanti degli studenti hanno fatto pervenire agli organi specificati una lettera per fare chiarezza sull’ente che si trova ad essere senza “governance” da un anno e mezzo e per capire quali saranno «le conseguenze (negative) nel caso in cui non si intervenga sensibilmente sul contributo di funzionamento destinato fino ad oggi agli Ersu siciliani».

Ecco la lettera:

«Da tempo denunciamo le problematiche che ha vissuto l’ente per il diritto allo studio di Palermo negli ultimi 18 mesi, in cui la mancanza di un Presidente e di un Consiglio di Amministrazione non hanno consentito l’ordinaria e regolare amministrazione dell’ente. Tuttavia, ciò che desta maggiore preoccupazione in questo momento, è la mancata approvazione di una legge finanziaria che preveda per gli ERSU siciliani le somme idonee a garantire e tutelare il diritto allo studio in Sicilia.

L’Ersu di Palermo non ha ancora un bilancio di previsione per l’anno 2014 ed è appena entrato nella fase di discussione del nuovo bando per i servizi da erogare agli studenti per l’anno accademico 2014/2015.

La mancanza di un Consiglio di Amministrazione non consente ai Rappresentanti degli studenti di esercitare quella funzione di proposta e controllo alla quale sono preposti. Ma a seguito di un incontro informale con l’attuale Commissario ad acta Filippo Castiglia e di alcune valutazioni oggettive sulla condizione economica dell’ente non abbiamo che potuto prendere atto della grave condizione in cui versa l’ente.

Se l’approvazione del bilancio e del bando non avverranno a seguito di un sostanziale ritocco del contributo di funzionamento degli Ersu siciliani per il 2014, si rischia di presentare agli studenti, per l’anno accademico 2014/15, un bando con dei servizi notevolmente e drasticamente ridimensionati. L’ente potrebbe non essere in grado di garantire le necessarie forme di tutela sostanziale agli studenti meritevoli e disagiati.

Circa 4 milioni di euro del contributo di funzionamento destinato all’ERSU di Palermo viene utilizzato per il pagamento di spese fisse quali: oneri per il personale, pulizia locali, vigilanza, utenze di luce, acqua, e gas ecc. Pertanto il taglio al contributo di funzionamento andrebbe ad incidere, necessariamente, sui servizi erogati agli studenti.

Il nuovo bando di concorso per l’anno accademico 2014/2015 potrebbe presentare le seguenti modifiche:

  • mancata indicazione del numero delle borse di studio da erogare agli studenti, con sensibile ridimensionamento;
  • riduzione del numero dei posti letto a causa della mancata possibilità di rinnovare le convenzioni stipulate dall’ente con soggetti terzi;
  • tetto per la fruizione del servizio di ristorazione da parte degli studenti, fino ad oggi totalmente esenti, risultati idonei o vincitori (esempio massimo 200 pasti) e aumento del costo del pasto a mensa per tutti gli studenti non idonei;
  • riduzione del numero delle borse di mobilità internazionale, dei sussidi straordinari e di tutte le altre forme di intervento idonee a tutelare gli studenti meritevoli e disagiati;
  • riduzione dei fondi destinati alle attività culturali ed a forme di interventi ordinari e straordinari presso le residenze universitarie;

A seguito dell’impugnativa della legge finanziaria da parte del Commissario dello Stato, il contributo di funzionamento degli ERSU siciliani per il 2014, è passato da 14,917 a 2,281 milioni di euro. Apprendiamo dai mezzi di stampa, che dopo circa 5 mesi, è in fase di discussione la c.d. manovra finanziaria bis o ter.

Pertanto, tenuto conto:

  1. degli importanti tagli che ha subito il contributo di funzionamento degli ERSU siciliani negli anni e che solo nel 2011 ammontava a 23,756 milioni di euro;
  2. del forte ridimensionamento dei servizi subito dagli studenti negli anni;
  3. delle dichiarazioni dell’Assessore all’Economia Roberto Agnello, che annunciava il “recupero” per la Sicilia di circa mezzo miliardo di euro a seguito di alcune sentenze della Corte Costituzionale;
  4. dell’importanza che ricopre il diritto allo studio in Sicilia, rappresentando una delle più importanti forme di investimento e di crescita;

Chiediamo che il Governo regionale intervenga sensibilmente sul contributo di funzionamento del 2014, incrementando la somma prevista nella legge finanziaria poi impugnata e provando a ripristinare quanto previsto nel 2011».

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