Torna per il secondo anno “Valuta Tu!”, la campagna di Udu Palermo per sensibilizzare gli studenti dell’Ateneo alla compilazione dei questionari di valutazione della didattica per gli insegnamenti del proprio corso.

Obiettivo della campagna è quello di informare gli universitari sull’utilizzo che l’Ateneo fa delle rilevazioni che avvengono al momento della prenotazione degli esami per via telematica (non è possibile sostenerli senza compilare il questionario).

Secondo le ultime indagini, però, buona parte degli studenti non compila la maggior parte dei questionari.

«La nuova riforma del sistema universitario – spiega l’Udu – insiste molto sui metodi di valutazione degli atenei italiani e richiede ai singoli Corsi di Studio la nomina di una “Commissione paritetica docenti-studenti” che abbia il compito in sostanza di valutare l’operato dei corsi di laurea in merito alla qualità degli insegnamenti e della didattica in generale. I criteri di valutazione di questi organi, il cui ruolo non è assolutamente da sottovalutare, sono per metà frutto dei contenuti delle schede di trasparenza dei singoli corsi (schede in cui in sostanza il responsabile del corso illustra i contenuti e i metodi di insegnamento e valutazione del corso stesso) e per l’altra metà si attinge direttamente dalle opinioni degli studenti, espresse proprio attraverso i già citati questionari».

Dall’associazione tengono a precisare che «i risultati dei lavori di tali commissioni sono fondamentali per l’assegnazione dei fondi ordinari al nostro Ateneo e, soprattutto, per i criteri di attivazione e disattivazione stessa dei singoli corsi di laurea. L’individuazione di un insegnamento critico da parte delle commissioni mette di fatto con le spalle al muro il corso in esame, costringendolo a migliorare tale condizione, pena il rischio di non attivazione del corso stesso. Tutti noi studenti abbiamo avuto esperienza, nel corso dei nostri studi, di metodi di insegnamento e valutazione che abbiamo ritenuto poco appropriati».

«Noi dell’Udu Palermo – concludono dall’associazione – crediamo che il miglior (e di fatto l’unico) modo per esprimere tale malumore sia proprio attraverso le risposte che possiamo dare ai questionari. A chi dice che questi risultati siano inutili perche “tanto le cose non cambiano” rispondiamo che l’impegno al cambiamento deve partire in primis da noi studenti, tenuti a “denunciare” qualsiasi forma di “mala-università”. Dobbiamo approfittare dell’’attenzione che da qualche anno si dedica all’opinione di noi studenti, e cogliere questa come occasione per un serio cambiamento. Invitiamo pertanto tutti gli studenti a prestare massima attenzione alla compilazione dei questionari già a partire dalla prossima sessione di esami, esercitando così il proprio diritto ad un sistema universitario più democratico che metta lo studente finalmente al centro della questione».

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